Fondi Ue, opacità e ideologia: cresce (senza successo) la pressione sulla Commissione.
La trasparenza e il rispetto dello Stato di diritto nei programmi di finanziamento europei tornano al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori è un’interrogazione parlamentare rivolta alla Commissione europea dall’eurodeputato Jean-Paul Garraud, che ha denunciato una gestione giudicata opaca e strutturalmente carente dei fondi destinati alle ONG, con il rischio di un utilizzo ideologico delle risorse pubbliche.
A fare da sfondo è il Rapporto speciale 11/2025 della Corte dei conti europea, che dipinge un quadro definito “allarmante”: la Commissione non sarebbe in grado di garantire una trasparenza affidabile e completa sui finanziamenti erogati alle organizzazioni non governative, nonostante richiami e raccomandazioni ripetute nel corso degli anni. Una lacuna che, secondo il documento, non appare episodica ma sistemica.
Le preoccupazioni aumentano alla luce di casi in cui fondi europei sarebbero stati assegnati a ONG accusate di vicinanza ai Fratelli Musulmani, come nel caso della CLAIM Allianz, anche attraverso programmi di punta dell’Unione quali l’Erasmus+. Episodi che hanno già sollevato allarmi in diversi Stati membri e che alimentano il sospetto che l’assenza di controlli rigorosi, unita a definizioni poco chiare di “ONG” e a un eccessivo affidamento sull’autodichiarazione dei beneficiari, stia consentendo un uso politicizzato e militante dei fondi Ue.
Un problema che, secondo diversi osservatori, non riguarda solo singoli casi ma un’impostazione più ampia delle call europee, che nella maggioranza dei casi continuerebbero a sostenere con miliardi di euro progettualità ideologiche e di scarso impatto concreto, a partire da programmi chiave come Horizon Europe, CERV, Erasmus+ – in particolare nei settori della gioventù e dell’educazione degli adulti – e Creative Europe. Un sistema che solleva interrogativi sempre più pressanti sulla reale efficacia della spesa e sulla coerenza con i principi di neutralità, trasparenza e interesse generale.
Un problema, spesso non compreso o avvertito dai cittadini europei, che richiede un intervento deciso per ristabilire trasparenza e senso del diritto all’interno di un sistema di finanziamento che si è allontanato dalle sue finalità originarie.
foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP
