Fondi UE in Nicaragua: Bruxelles assicura, “nessun euro andrà al governo di Ortega”
La destinazione dei fondi europei erogati in Nicaragua torna al centro dell’attenzione del Parlamento europeo. In un’interrogazione scritta rivolta alla Commissione, l’eurodeputato Jorge Martín Frías (PfE) ha ricordato come, rispondendo a un precedente quesito, l’Esecutivo comunitario avesse reso noto che, tra gennaio 2021 e gennaio 2026, erano stati erogati 22,9 milioni di euro nell’ambito del programma di cooperazione dell’Unione europea con il Paese centroamericano, senza però specificarne la destinazione puntuale né i beneficiari.
Nell’interrogazione, l’eurodeputato ha chiesto alla Commissione quale percentuale di questi fondi sia stata incanalata, direttamente o indirettamente, attraverso istituzioni, enti pubblici o organismi controllati dal regime nicaraguense, e quali meccanismi di controllo e verifica vengano applicati per garantire che i finanziamenti europei non finiscano per rafforzare le strutture legate al governo di Daniel Ortega. Martín Frías ha inoltre domandato se la Commissione abbia sospeso, rivisto o riconsiderato eventuali programmi di cooperazione con il Nicaragua, alla luce del progressivo deterioramento della situazione democratica e dei diritti umani nel Paese.
Come confermato lo scorso venerdì dal commissario Jozef Síkela, “la cooperazione dell’Unione europea in Nicaragua sostiene azioni a beneficio diretto delle popolazioni più vulnerabili, tra cui donne, agricoltori, cooperative, comunità locali e indigene, in settori quali l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio da catastrofi naturali e il sostegno a pratiche sostenibili in specifiche filiere produttive, in particolare quelle del cacao e del caffè”.
Il commissario ha inoltre precisato che nessun fondo europeo viene erogato al governo del Nicaragua: “I finanziamenti dell’UE nel Paese, ha spiegato, sono interamente veicolati attraverso partner attuatori non governativi, tra cui agenzie di Stati membri dell’Unione, organizzazioni internazionali e organizzazioni della società civile con una consolidata presenza sul territorio”.
Tutte le azioni finanziate, ha proseguito Síkela, sono soggette ai meccanismi di controllo e monitoraggio della Commissione, che prevedono un monitoraggio periodico dei progetti, audit indipendenti e un attento controllo sull’ammissibilità delle spese e sull’utilizzo dei fondi, al fine di garantire che il sostegno europeo raggiunga effettivamente le popolazioni più vulnerabili.
Il commissario ha infine chiarito che “nessun progetto è stato finora sospeso, pur ammettendo che la strategia e l’impostazione delle azioni sono state adattate all’evoluzione del contesto politico e operativo nel Paese, con l’obiettivo di massimizzare il sostegno alle comunità maggiormente colpite da povertà, esclusione sociale e vulnerabilità”.
foto Office of the President, Republic of China (Taiwan)
