Fondi UE e campagne mediatiche contro le politiche regionali sulla maternità.
Un gruppo di eurodeputati italiani del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei ha puntato il dito contro l’utilizzo dei finanziamenti Ue per progetti mediatici ritenuti ostili alle politiche regionali di sostegno alla maternità, sollevando, di fatto, dubbi sul rispetto dei principi di imparzialità e delle competenze istituzionali.
L’iniziativa prende spunto da un’inchiesta intitolata “S-Info: come le associazioni antiabortiste usano i fondi pubblici per espandersi nella sanità piemontese”, pubblicata sul sito del progetto S-Info e rilanciata da testate come Global Project. Secondo i firmatari dell’interrogazione, l’inchiesta presenterebbe in modo “distorto e denigratorio” le realtà del terzo settore impegnate nel sostegno alla maternità.
Dalle informazioni pubblicate emergerebbe inoltre che tali contenuti sarebbero stati prodotti nell’ambito di un progetto cofinanziato dall’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA).
Al centro della polemica c’è il fondo “Vita nascente” della Regione Piemonte, istituito con la legge regionale 6/2022, articolo 19, che finanzia interventi socioassistenziali a favore della maternità nell’ambito delle competenze regionali. Secondo gli eurodeputati, è “grave” che fondi europei possano essere impiegati per sostenere un’iniziativa mediatica che non solo metterebbe in cattiva luce attività riconosciute dalla normativa regionale, ma finirebbe anche per delegittimare l’azione istituzionale della Regione Piemonte, incidendo sul corretto equilibrio tra Unione europea e autonomie regionali.
Dovuta, quindi la richiesta di chiarimenti e, in particolare, se l’Esecutivo comunitario ritenga compatibile con i principi di imparzialità, pluralismo e rispetto delle competenze istituzionali l’uso di fondi UE per iniziative che attaccano politiche regionali legittimamente adottate.
foto Rita und mit da Pixabay.com
