Fondi UE alle ONG: la Corte dei conti denuncia scarsa trasparenza. La Commissione promette misure entro il 2027.
La trasparenza nei finanziamenti europei destinati alle organizzazioni non governative (ONG) torna sotto i riflettori dopo la pubblicazione della relazione speciale n. 11/2025 della Corte dei conti europea, che denuncia gravi carenze nei meccanismi di controllo dell’Unione. Le critiche spaziano dall’assenza di una visione chiara sui beneficiari effettivi, all’utilizzo di autocertificazioni non verificate, fino alla scarsa supervisione sulle attività politiche e di lobbying svolte con fondi europei.
Un’interrogazione parlamentare presentata da Susanna Ceccardi (PfE) sollecita la Commissione europea a chiarire come intenda attuare le raccomandazioni della Corte e rafforzare i controlli sull’impiego dei fondi, in particolare da parte delle ONG impegnate nel settore migratorio, accusate da alcuni ambienti politici di “favorire indirettamente l’immigrazione irregolare” e contribuire a fenomeni di “insicurezza” e “islamizzazione” nelle città europee.
In una risposta ufficiale, firmata da Piotr Serafin a nome della Commissione, l’Esecutivo von der Leyen ha confermato l’intenzione di intervenire, pur precisando che lo status di ONG non rappresenta di per sé un rischio maggiore per il bilancio UE rispetto ad altri beneficiari.
Tra le novità già introdotte figura l’inserimento, nel nuovo regolamento finanziario, di una definizione formale di ONG e dell’obbligo di dichiarare tale status nelle domande di finanziamento in regime di gestione diretta. La Commissione sta ora valutando se questa definizione debba essere ulteriormente chiarita, pur evitando un aumento degli oneri burocratici per le organizzazioni.
La Commissione promette anche aggiornamenti più frequenti del sistema di trasparenza finanziaria e un potenziamento del portale online che rende pubblici i beneficiari dei fondi europei, in vista della programmazione post-2027. Uno sforzo che punta a garantire una visibilità più ampia e accessibile dei flussi finanziari comunitari, indipendentemente dalla modalità di gestione.
Per quanto riguarda il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione europea, la Commissione precisa che lo strumento attualmente in uso, “Arachne”, è pensato per finalità di controllo e audit, non per valutazioni etico-valoriali. Tuttavia, si dichiara disponibile a sviluppare indicatori di rischio utili anche in tal senso, qualora sia tecnicamente possibile e conforme alla normativa. Un’eventuale revisione dello strumento è prevista entro la fine del 2027.
Infine, si ricorda che tutte le organizzazioni, comprese le ONG, che richiedono fondi UE, sono tenute a registrarsi nel Registro per la trasparenza e a dichiarare le proprie principali fonti di finanziamento, inclusi i contributi superiori a 10.000 euro che costituiscono almeno il 10% del bilancio totale. Un passaggio obbligato per garantire chiarezza sui legami finanziari e politici dei soggetti beneficiari.
foto Laurie Dieffembacq Copyright: © European Union 2025 – Source : EP
