Fondi UE alle ONG, dubbi del Parlamento europea sulla trasparenza.
La gestione dei finanziamenti europei destinati alle organizzazioni non governative torna sotto la lente del Parlamento europeo. Un’inchiesta pubblicata da Euractiv il 28 luglio 2025 rivela infatti che la maggior parte delle ONG beneficiarie dei programmi LIFE (ambiente e clima) ed EU4Health non avrebbe aggiornato i propri accordi di sovvenzione secondo le nuove linee guida introdotte dalla Commissione, nonostante i ripetuti richiami a un uso politicamente neutrale dei fondi.
Negli anni scorsi erano emersi casi in cui finanziamenti europei sarebbero stati impiegati per esercitare pressioni mirate sui deputati dell’Eurocamera, sollevando interrogativi sulla permeabilità del sistema a fenomeni di lobbysmo occulto. Oggi, nonostante la Commissione affermi di aver esaurito “tutti i mezzi legali e pratici” per far rispettare gli obblighi richiesti, nel Parlamento restano forti dubbi sulla sufficienza delle misure adottate.
Le domande dell’Eurocamera: perché nessuna modifica retroattiva? E quali nuovi controlli sono previsti?
La Commissione (non nuova a finire sul banco degli imputati in materia di trasparenza) è stata chiamata in causa su due punti fondamentali. In primo luogo, sulla base giuridica che ad oggi sta impedendo di richiedere modifiche retroattive agli accordi di sovvenzione ormai scaduti, ma ancora politicamente rilevanti. Ancora, perplessità sono state espresse sui nuovi strumenti di controllo e sanzione che Bruxelles intende introdurre per prevenire in futuro l’uso improprio dei fondi europei da parte delle ONG.
La risposta della Commissione: “Nessuna violazione riscontrata”.
Nella sua risposta, il commissario al Bilancio Piotr Serafin ha chiarito che “nessun accordo di sovvenzione può essere modificato senza il consenso di entrambe le parti, e che non esiste base giuridica per intervenire su contratti già scaduti. Bruxelles – afferma Serafin – non ha individuato alcuna irregolarità né deviazione dalle regole nei finanziamenti concessi alle ONG”.
Nuove linee guida e monitoraggi più rigorosi?
Per ridurre i rischi reputazionali, Bruxelles afferma di aver introdotto ulteriori livelli di controllo, tra cui nuove linee guida sulle attività finanziabili, in particolare per quanto riguarda iniziative che influenzano l’elaborazione, l’attuazione o il monitoraggio delle politiche UE.
La Commissione assicura infine la propria disponibilità a continuare una collaborazione “leale e trasparente” con l’Eurocamera, rispondendo a tutte le richieste di accesso alle informazioni come previsto dagli accordi interistituzionali.
Ma, guardando all’ormai noto utilizzo dei fondi europei come strumento di soft power e per il mantenimento dell’attuale narrazione “perfezionistica” verso le politiche e istituzioni Ue, c’è poco da fidarsi sui controlli e sulle azioni di monitoraggio messe in campo dall’Ue e dalle sue agenzie.
Nel frattempo, nonostante le rassicurazioni della Commissione, nel Parlamento europeo resta forte la richiesta di maggior rigore nell’erogazione dei fondi europei alle organizzazioni non governative, considerato il loro crescente ruolo nel dibattito pubblico e nella promozione delle policy comunitarie
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