Fondi europei per l’educazione al genere nelle scuole primarie.
Un progetto educativo cofinanziato dall’Unione europea e rivolto a bambini delle scuole primarie finisce al centro della polemica. A sollevare la questione è l’eurodeputata Susanna Ceccardi (Patrioti per l’Europa), che in un’interrogazione scritta alla Commissione europea ha chiesto chiarimenti su possibili derive ideologiche nell’utilizzo di fondi europei.
Sotto osservazione è il progetto “Gender Budgeting e diffusione della cultura di genere”, promosso dall’Università di Firenze in collaborazione con la Città Metropolitana di Firenze. L’iniziativa prevede attività didattiche con bambini delle classi quarte elementari, affrontando temi quali la valorizzazione della diversità, l’inclusione delle persone LGBTQIA+, la decostruzione degli stereotipi di genere e l’analisi dei comportamenti ostili attraverso laboratori, questionari e giochi educativi.
Secondo Ceccardi, il progetto tocca argomenti sensibili rivolti a una fascia d’età particolarmente delicata, in cui l’identità personale è ancora in formazione. Potenziale, quindi, il finanziamento a sostegno di forme di indottrinamento ideologico all’interno dei progetti educativi finanziati da Bruxelles;
Questione che solleva interrogativi più ampi su quale ruolo debba avere l’UE nei programmi scolastici nazionali, e in che misura le iniziative finanziate con fondi europei debbano rispettare o meno le sensibilità culturali e valoriali dei singoli Stati membri. In particolare, Ceccardi sottolinea il rischio che progetti di questo tipo superino il perimetro educativo per scivolare in un ambito ideologico, intervenendo su tematiche delicate senza un chiaro mandato da parte delle famiglie.
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