15 Agosto 2026
PoliticaSardegna

Fondi europei a rischio: il Centro Studi Agricoli accusa la Regione Sardegna di gravi ritardi.

Una lettera aperta dai toni duri e inequivocabili è stata inviata dal Centro Studi Agricoli al Presidente della Regione Sardegna e all’Assessore regionale all’Agricoltura, per denunciare quello che viene definito un “collasso annunciato” nella gestione dei fondi comunitari destinati al comparto agricolo dell’Isola.

Al centro del documento, i ritardi nei pagamenti della PAC e dei programmi di sviluppo rurale (PSR/CSR) che rischiano di costare alla Sardegna oltre 100 milioni di euro in fondi non spesi e da restituire all’Unione Europea entro la fine dell’anno.

Secondo i dati forniti nella lettera, la situazione è drammatica. In particolare, per la Domanda Unica 2023 (I pilastro PAC), su 255 milioni di euro complessivi, oltre 53 milioni devono ancora essere erogati entro il 30 giugno 2025. Sul fronte del CSR 2023/2027 (II pilastro), ancora, restano in sospeso oltre 50 milioni di euro legati a misure chiave e, più preoccupante, il quadro relativo al PSR 2014/2022: con la scadenza N+3 al 31 dicembre 2025, oltre 150 milioni devono essere impegnati o spesi, pena la restituzione di più di 100 milioni a Bruxelles.

“Non è più accettabile che nel 2025 si stiano ancora decretando domande del 2017”, scrive il Centro Studi, che accusa apertamente la Regione di inefficienze strutturali, ritardi cronici e una paralisi amministrativa senza precedenti. Vengono citate misure con livelli di spesa fermi al 28% o al 58%, mentre oltre 60 giovani agricoltori sono ancora in attesa di risposte per bandi presentati sette anni fa.

Nel mirino non c’è solo Argea, l’agenzia regionale per l’agricoltura. Il Centro Studi punta il dito anche contro l’Assessorato regionale all’Agricoltura, colpevole — si legge nella lettera — di pubblicazione tardiva dei bandi, blocco delle istruttorie a causa di norme mal concepite ed eccessiva burocrazia che ostacola ogni slancio imprenditoriale.

Il Centro Studi Agricoli ha ricordato poi che già nel 2022 e 2023 (ma c’era il Psd’Az al Governo della regione come dovrebbe sapere il Presidente Tore Piana), la Sardegna ha perso risorse per mancata spesa e che la Legge Finanziaria 2025 ha dovuto stanziare 11,8 milioni per compensare i fondi restituiti. “Se anche le scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre 2025 non verranno rispettate, sarà il collasso”, si legge nella conclusione della lettera.

Il messaggio finale è chiaro: nessun alibi, nessuna giustificazione. “Non accetteremo più il silenzio e l’inerzia. Se perderemo questi fondi, non sarà una casualità: sarà una responsabilità politica precisa”.

In ritardo, infine, anche l’apertura dei bandi CSR 2023/2027 per l’imprenditoria giovanile. Presidente Todde, magari potrebbe parlare di questo nel suo prossimo incontro retorico nelle scuole della Sardegna…