Fondi di coesione Ue: le risorse bloccate per motivi legati allo Stato di diritto non potranno essere riassegnate.
Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì la revisione intermedia dei fondi di coesione e del Fondo sociale europeo+, aprendo la strada a un reindirizzamento dei finanziamenti verso nuove priorità strategiche. La modifica dei regolamenti è stata approvata con 440 voti favorevoli, 168 contrari e 52 astensioni per i fondi di coesione, e con 453 voti favorevoli, 149 contrari e 59 astensioni per il Fondo sociale europeo+.
La riforma consente agli Stati membri e alle regioni di destinare risorse a settori come capacità industriali di difesa e mobilità militare, resilienza idrica, edilizia abitativa accessibile e sostenibile, decarbonizzazione, infrastrutture energetiche e preparazione civile. Per gli investimenti in difesa e mobilità militare saranno privilegiati progetti a duplice uso, con finalità civili e militari. Anche i fondi sociali potranno sostenere preparazione civile, difesa, cybersecurity e transizione verde.
Per accelerare l’accesso ai finanziamenti, il prefinanziamento Ue sarà aumentato del 20% nel 2026, con tassi di cofinanziamento fino al 100%. Le autorità che riassegneranno almeno il 10% delle risorse a nuove priorità potranno beneficiare di un prefinanziamento aggiuntivo pari all’1,5% del totale dei fondi, che sale al 9,5% per le regioni di confine orientali con Russia, Bielorussia e Ucraina.
Gli investimenti in grandi aziende saranno ammessi solo nelle regioni con PIL pro capite inferiore alla media, mentre i “progetti di comune interesse europeo” potranno ricevere finanziamenti senza vincoli territoriali. I fondi bloccati per motivi legati allo Stato di diritto non potranno essere riassegnati.
I regolamenti dovranno ora essere adottati dal Consiglio, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’UE e entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
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