Fondi ai giovani agricoltori nella futura PAC: la Commissione chiarisce il target del 6%.
Il finanziamento ai giovani agricoltori nella futura Politica agricola comune (PAC) resta al centro del dibattito europeo. In una risposta scritta a un’interrogazione dell’eurodeputato Daniel Buda (PPE), la Commissione europea ha precisato come intenda garantire che l’obiettivo di destinare il 6% del bilancio della futura PAC al ricambio generazionale non resti una semplice dichiarazione di principio.
L’interrogazione, presentata il 9 novembre 2025, sottolineava che la Strategia per il ricambio generazionale in agricoltura fissa un obiettivo di finanziamento del 6% senza però imporre un vincolo di spesa obbligatorio agli Stati membri, sollevando il rischio che il target rimanga simbolico e che i giovani agricoltori non ricevano il sostegno finanziario e la prevedibilità normativa di cui hanno bisogno.
Nella risposta, a nome della Commissione, il commissario Hansen ha spiegato che il 6% rappresenta un “benchmark aspirazionale”, concepito per raddoppiare il livello attuale di sostegno dedicato al ricambio generazionale. L’obiettivo, ha precisato, è spingere gli Stati membri a dare priorità al sostegno ai giovani agricoltori nella definizione dei Piani di partenariato nazionali e regionali (NRP), all’interno dei rispettivi margini di bilancio, e a promuovere un’azione coordinata tra politiche e competenze diverse.
Il parametro del 6% include l’insieme delle spese della PAC che contribuiscono al ricambio generazionale, non solo le misure esplicitamente vincolate, ma anche interventi con un legame chiaro e dimostrabile con questo obiettivo. Tra questi rientrano, ad esempio, i servizi di consulenza, le azioni di trasferimento delle conoscenze e le iniziative a sostegno della successione aziendale.
Secondo la Commissione, spetterà agli Stati membri individuare e dettagliare tali misure nei rispettivi Piani NRP. Questo approccio, secondo la narrazione dell’Esecutivo europeo, “garantirà trasparenza su ciò che ciascun Paese considera parte del 6% e consentirà di valutare le scelte di bilancio nazionali alla luce dell’ambizione di raddoppiare gli sforzi attuali”.
foto Pexels di Pixabay.com
