11 Giugno 2026
Sardegna

Fondi agricoli europei, frodi nel Nuorese

Contratti di affitto mai esistiti, comodati d’uso stipulati con una moglie già morta, e persino un furto di bestiame inventato di sana pianta. Sono tre storie distinte, con protagonisti diversi e metodi differenti, ma con un denominatore comune: intascare contributi pubblici europei a cui non si aveva diritto. I Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, nell’ambito di una più ampia strategia antifrode coordinata con la Procura della Repubblica, hanno deferito in stato di libertà diversi imprenditori agricoli con l’ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

I falsi affitti di Budoni: 300mila euro sottratti all’ARGEA.

Il caso più consistente sul piano economico riguarda tre persone , soci e amministratori di una società con sede legale a Desulo , denunciate dai Carabinieri della Stazione di Budoni. Secondo l’accusa, avrebbero concluso contratti di affitto di terreni in agro di Budoni del tutto fittizi, utilizzando i dati catastali di quei fondi per presentare domande di accesso ai fondi europei. Il risultato: contributi indebitamente percepiti dall’ARGEA per 303.099 euro. I tre sono già stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Nuoro.

Elemento particolarmente grave: i reali proprietari dei terreni erano completamente all’oscuro di tutto. I loro dati catastali erano stati usati da terzi per ottenere finanziamenti pubblici senza che ne sapessero nulla.

Il comodato con la moglie defunta: cinque anni di false dichiarazioni a Gavoi.

A Gavoi i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un allevatore per truffa aggravata e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Dal 2020 al 2025 , cinque anni , l’uomo avrebbe attestato nei fascicoli aziendali la proprietà di numerosi terreni, simulando su altri la stipula di contratti di comodato d’uso gratuito con la propria moglie. Peccato che la moglie fosse già deceduta. Una circostanza che non aveva impedito all’interessato di continuare a intestarle contratti, percependo contributi non dovuti per 82.366 euro. Anche in questo caso i proprietari effettivi dei terreni erano ignari dell’utilizzo fraudolento dei propri dati catastali.

Le pecore fantasma di Orotelli: 42mila euro per animali mai rubati.

Il terzo caso, istruito dai Carabinieri della Stazione di Orotelli, ha contorni quasi grotteschi. Un allevatore locale avrebbe simulato il furto di 350 ovini per giustificarne l’assenza durante un censimento effettuato dall’ASL presso la sua azienda agricola. Bestiame che, secondo gli inquirenti, non era mai stato rubato , semplicemente non c’era. La denuncia di furto ha consentito all’uomo di ottenere contributi ARGEA per 42.000 euro mai dovuti.

Un’indagine sistematica sulle frodi comunitarie.

Le tre vicende non sono episodi isolati, ma rientrano in una strategia di controllo sistematico promossa dalla Procura di Nuoro in sinergia con i Carabinieri, finalizzata a verificare la regolarità dei finanziamenti agricoli erogati nell’ambito del piano di sostegno allo sviluppo rurale. Un patrimonio di risorse pubbliche , in larga parte europee , che troppo spesso finisce nel mirino di chi costruisce sulla carta terreni, animali e contratti che nella realtà non esistono.

Ci sarà una protesta o una minima stigmatizzazione da parte delle associazioni di categoria regionali che, con cadenza quotidiana, fracassano i cosiddetti sulla iniquità della PAC?