10 Agosto 2026
Sardegna

Fipe Confcommercio Sud Sardegna presenta a Cagliari il primo manuale contro “i contratti pirata”.

È da Cagliari, con la prima presentazione nazionale del “Manuale antidumping contrattuale” che parte l’offensiva della FIPE Confcommercio contro la pratica del dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi non rappresentativi, creati ad arte per ridurre stipendi, abbattere i diritti e fare concorrenza sleale. Isola dove, seppur il fenomeno sia ancora contenuto, si contano circa un centinaio di contratti pirata, a fronte di oltre 13mila lavoratori regolarmente inquadrati.

Secondo i dati illustrati oggi, nella sede della Fipe sud Sardegna, nel 2022 erano 5.000 i lavoratori inquadrati con contratti non rappresentativi. Oggi, sono 31.000. Un’escalation preoccupante che coinvolge 41 contratti collettivi non sottoscritti da organizzazioni sindacali rappresentative, spesso utilizzati per comprimere i costi del lavoro in modo sleale.

“I contratti pirata – ha spiegato Andrea Chiriatti, referente nazionale Lavoro per Fipe – sono pratiche sleali e illegali. Espongono le imprese a gravi sanzioni, creano dumping salariale e concorrenza scorretta. Serve consapevolezza: molti imprenditori li applicano senza sapere che si tratta di una pratica sanzionabile”.

Il contratto collettivo nazionale firmato da FIPE e dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil resta il riferimento di settore, ed è applicato da oltre il 92,5% delle imprese. Ma il fenomeno del dumping contrattuale “non risparmia nessuno, né piccole né grandi aziende – ha precisato Chiriatti –. Per questo il Manuale rappresenta uno strumento concreto a disposizione sia delle imprese che dei lavoratori”.

“Quella di oggi è una prima tappa nazionale importante per accendere i riflettori su un fenomeno che svilisce il settore della ristorazione e i diritti dei lavoratori”, ha aggiunto Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna. “Con questo Manuale facciamo un passo decisivo verso una cultura della legalità contrattuale. È uno strumento di alleanza tra imprese, lavoratori e istituzioni. Non può essere tutelato chi non condivide i valori del lavoro dignitoso. Chi applica contratti regolari non deve più essere penalizzato dalla concorrenza sleale”.