10 Luglio 2026
PoliticaSardegna

Finanziaria regionale, manovra bocciata da tutti: critiche da sindacati e autonomie locali.

La proposta di manovra finanziaria regionale, la seconda del “Governo dei migliori” di Alessandra Todde “e soci”, non convince nessuno. Mentre vanno in scena le audizioni nelle varie commissioni permanenti, le critiche arrivano da più fronti e mettono in evidenza un malcontento trasversale: dai sindacati alle autonomie locali, fino agli organismi istituzionali che rappresentano Comuni, Province e Città metropolitane.

Anche le organizzazioni sindacali, tradizionalmente più vicine ai partiti oggi al governo della Regione, hanno espresso forti perplessità, denunciando l’assenza di una visione strategica e una allocazione delle risorse giudicata inadeguata rispetto alle reali esigenze economiche e sociali della Sardegna. Un giudizio severo che si affianca alle osservazioni tecniche e politiche formulate dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal).

A parlare chiaro è stato il presidente del Cal, Ignazio Locci, dopo l’approvazione all’unanimità del parere sulla Finanziaria 2026. “Pur restando prioritaria l’approvazione della manovra entro il 31 dicembre – per evitare l’esercizio provvisorio e garantire certezza alla programmazione – la nostra critica riguarda innanzitutto i trasferimenti insufficienti agli enti locali“, ha spiegato Locci.

Secondo il Cal, la manovra non prevede risorse dedicate e strutturali per rafforzare Province e Città metropolitane, che avrebbero bisogno di almeno 50 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio (meglio darli a un privato per il nuovo stadio del Cagliari?). Carenze evidenti emergono anche sul fronte degli investimenti in digitalizzazione, interoperabilità dei sistemi e formazione del personale, così come nella mancanza di una governance unitaria e condivisa delle politiche pubbliche.

Nonostante le critiche, il Cal ha manifestato disponibilità istituzionale, arrivando a proporre il rinvio del passaggio formale della seduta congiunta prevista dalla sessione di bilancio, qualora ciò possa agevolare e accelerare l’approvazione della manovra. Un segnale di responsabilità che però non attenua la sostanza delle contestazioni.

“La disponibilità di nuove risorse – ha aggiunto Locci – non produrrà effetti concreti senza un pieno coinvolgimento del sistema delle autonomie locali nelle scelte programmatiche e nell’attuazione delle politiche”. Un riferimento diretto anche alla Vertenza Entrate, che secondo il Cal richiede un modello di governance partecipata, capace di coinvolgere Comuni e Province nella definizione delle priorità e nell’attuazione degli interventi.

Da qui la proposta di avviare un percorso istituzionale strutturato che porti alla costruzione di un vero e proprio “Piano di Rinascita della Sardegna”, accompagnato dall’istituzione di un tavolo permanente Regione–Enti locali per ridefinire i rapporti finanziari interni. L’obiettivo è chiaro: superare l’attuale frammentazione e costruire un sistema finanziario coerente, trasparente e sostenibile.

Nel documento approvato dal Cal trovano spazio anche proposte di riforma più ampie: dalla revisione del Fondo unico all’avvio di un federalismo fiscale regionale, fino alla richiesta di supporto della Regione per aprire una vertenza con lo Stato sulle disuguaglianze che penalizzano gli enti locali sardi rispetto al resto del Paese. Tra le priorità indicate, anche la destinazione di almeno 40 milioni di euro per i Comuni, da impiegare nei progetti e nei cantieri comunali dei Cantieri Lavoras.

Il quadro che emerge è quello di una manovra che, pur dovendo essere approvata in tempi rapidi, non riesce a raccogliere consenso né tra le parti sociali né tra gli enti territoriali. Un segnale politico forte che, però, non sarà ascoltato dall’attuale compagine di Governo e dal Legislatore sardo. Organo, non abbiamo dubbi, che anche in questa prossima finanziaria non mancherà di distrarre le solite poste (fatte di emendamenti puntuali) per la soddisfazione di interessi privatistici e, nella stragrande maggioranza dei casi, finalizzati a produrre scarso impatto nell’isola.