13 Aprile 2026
Europa

Finanziamenti UE alle ONG, la Commissione pecca nel monitoraggio e bias ideologico

Un sistema di vigilanza giudicato inadeguato, con lacune persistenti nella trasparenza (come ricorda l’attuale processo di valutazione in capo ai programmi Erasmus+, Creative Europe, CERV, ecc.) e nei controlli: è questo il quadro critico delineato dalla Relazione speciale della Corte dei conti europea, che mette in discussione la capacità della Commissione europea di monitorare efficacemente i fondi destinati alle organizzazioni non governative (ONG). Secondo il documento, non si tratta di episodi isolati, ma di una debolezza strutturale che si protrae da anni, nonostante ripetuti richiami.

A destare ulteriore inquietudine è la combinazione di controlli preventivi limitati, definizioni poco chiare di ONG e un ampio ricorso all’autodichiarazione da parte dei beneficiari. Un contesto che, secondo i critici, alimenta il sospetto che fondi pubblici europei possano essere utilizzati per finalità ideologiche o politiche.

In questo scenario, sono state rivolte alla Commissione tre domande chiave: se intenda subordinare i finanziamenti al divieto di assumere posizioni politiche o partitiche; quali criteri utilizzi per escludere organizzazioni con legami controversi; e se preveda meccanismi più stringenti di esclusione e sanzione, inclusa la sospensione o la restituzione dei fondi.

Nella risposta ufficiale, la Commissione Ue, attraverso il commissario Serafin ha, come sempre, difeso il proprio operato, sottolineando che i finanziamenti UE “vengono assegnati sulla base di criteri rigorosi di ammissibilità, selezione ed esclusione, previsti dal regolamento finanziario”.

Nonostante queste garanzie, il dibattito resta aperto. Le critiche sulla trasparenza e sull’efficacia dei controlli continuano ad alimentare interrogativi sulla gestione dei fondi europei e sulla necessità di rafforzare i meccanismi di vigilanza.

foto Aurore Belot Copyright: © European Union 2016 – Source : EP