Finanziamenti alle ONG e campagne d’informazione: l’ombra sulla trasparenza dell’iniziativa “European Democracy Shield”.
La Commissione europea promuove l’European Democracy Shield come un pilastro della strategia dell’Unione per proteggere la democrazia da interferenze esterne e disinformazione. Ma non tutti in Parlamento condividono l’entusiasmo per questa nuova iniziativa.
L’eurodeputato Piotr Müller (ECR, Conservatori e Riformisti europei) ha presentato un’interrogazione scritta chiedendo maggiore trasparenza sui finanziamenti alle ONG e alle campagne di comunicazione sostenute nell’ambito del programma.
Secondo Müller, “la credibilità e l’efficacia di qualsiasi misura contro la disinformazione dipendono dalla piena chiarezza sulle fonti di finanziamento” delle organizzazioni coinvolte.
ONG e influenza politica: un rischio per la fiducia democratica.
Nell’interrogazione, Müller sottolinea come molte ONG e campagne d’informazione si presentino come “guardiane della democrazia”, ma di fatto influenzino direttamente l’opinione pubblica e il dibattito politico europeo.
“Se i cittadini non sanno chi finanzia questi attori, esiste – afferma l’eurodeputato – un serio rischio che dietro tali attività vi siano interessi politici o economici nascosti, capaci di orientare la narrativa europea“.
“La mancanza di trasparenza – avverte ancora Müller – non solo indebolisce la lotta alla disinformazione, ma mina la fiducia stessa nelle istituzioni democratiche“.
Un’attenzione particolare è rivolta ai fondi europei destinati alle iniziative ambientali, le cosiddette green grants, che in alcuni casi potrebbero essere collegati a gruppi di pressione politica attivi a Bruxelles.
Le domande poste alla Commissione.
L’interrogazione del deputato conservatore ha quindi chiesto quali misure l’Esecutivo europeo intende adottare per garantire ai cittadini un accesso chiaro e pubblico ai dati sui finanziatori delle organizzazioni che partecipano alle politiche di comunicazione dell’UE e perchè non sia stato incluso un obbligo esplicito in materia di trasparenza sui financiamenti alle ong nel quadro delle campagne di informazione sull’European Democracy Shield.
Il contesto: la battaglia europea contro la disinformazione.
L’European Democracy Shield, annunciato nel 2024 dalla presidente della Commissione europea, fa parte di una strategia più ampia per difendere i processi democratici da manipolazioni e campagne di influenza straniera, in particolare in vista delle elezioni europee del 2029.
Il programma prevede finanziamenti per organizzazioni della società civile, media indipendenti e progetti di alfabetizzazione digitale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la resilienza democratica dell’UE.
Tuttavia, le critiche come quella di Müller riflettono una crescente preoccupazione per la mancanza di controllo e trasparenza nella gestione dei fondi europei destinati al contrasto della disinformazione, un ambito che negli ultimi anni ha visto un aumento consistente delle risorse e dei soggetti coinvolti.
Trasparenza come condizione per la fiducia democratica.
Il dibattito sollevato dall’interrogazione riapre una questione cruciale per le istituzioni europee: chi controlla i controllori della disinformazione?
Per Müller e altri parlamentari del gruppo ECR, la trasparenza sui finanziamenti alle ONG è essenziale non solo per evitare conflitti di interesse, ma anche per preservare la legittimità delle iniziative europee in materia di democrazia e informazione.
Se la Commissione accoglierà o meno la richiesta di maggiore chiarezza resta da vedere. Ma la pressione politica su Bruxelles per garantire maggiore rendicontazione e visibilità sull’uso dei fondi pubblici è destinata ad aumentare.
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