Fiducia di consumatori e imprese: segnali contrastanti. Il turismo crolla
Luci e ombre nei dati sulla fiducia diffusi oggi dall’Istat. A commentarli è il Codacons, che traccia un quadro ancora fragile nonostante qualche timido segnale di ripresa.
Sul fronte dei consumatori, l’indice registra un miglioramento a maggio, ma rimane ben al di sotto dei livelli precedenti all’scoppio del conflitto in Medio Oriente. La crisi geopolitica continua dunque a pesare sulle aspettative delle famiglie italiane, frenando una ripresa della fiducia che stenta a consolidarsi.
Più netta la situazione sul versante delle imprese, dove il clima si mantiene negativo con un rallentamento generalizzato della fiducia trasversale ai diversi comparti.
Il dato più allarmante riguarda i servizi turistici: a maggio l’indice di fiducia del settore è crollato verticalmente, passando da 122,1 di marzo a 101,2, con una perdita di oltre venti punti in appena due mesi. Un tracollo che smentisce le rassicurazioni degli operatori e che il Codacons ricollega direttamente alle ripercussioni del conflitto mediorientale: il caro carburante per l’aviazione e il rischio di cancellazione dei voli hanno affossato le aspettative di un comparto che puntava su una stagione estiva di rilancio.
“È evidente come il settore dei viaggi e del turismo stia pagando il conto della crisi in Medio Oriente”, sottolinea l’associazione dei consumatori, che chiede un monitoraggio attento dell’evoluzione dei dati nei prossimi mesi.
