9 Maggio 2026
Europa

Farmaceutica, l’Europa domina il commercio globale: surplus record da 221 miliardi nel 2025

Il settore farmaceutico si conferma uno dei pilastri della bilancia commerciale europea. Nel 2025, l’Unione Europea ha registrato un surplus record di 220,5 miliardi di euro nel commercio di medicinali e prodotti farmaceutici: le esportazioni hanno raggiunto i 366,2 miliardi, mentre le importazioni si sono fermate a 145,7 miliardi. Un divario netto che fotografa la centralità dell’industria farmaceutica europea nel mercato globale.

Rispetto al 2024, i numeri crescono su entrambi i fronti: le esportazioni segnano un +16% (erano 315,7 miliardi), le importazioni un +21% (da 120,4 miliardi). Una crescita robusta, che tuttavia vede le importazioni accelerare a un ritmo superiore, un segnale da monitorare per i prossimi anni.

Irlanda in testa alle esportazioni, Italia prima importatrice.

La geografia del commercio farmaceutico europeo è tutt’altro che uniforme. Sul fronte delle esportazioni verso i Paesi terzi, l’Irlanda si conferma il campione continentale con 93,8 miliardi di euro, un primato che riflette la massiccia presenza di grandi multinazionali farmaceutiche stabilite nell’isola anche per ragioni fiscali. Seguono la Germania con 67,9 miliardi e il Belgio con 38,5 miliardi.

Sul versante opposto, l’Italia è il principale importatore europeo di farmaci dall’estero, con acquisti per 27,5 miliardi di euro, davanti al Belgio (24,7 miliardi) e alla Germania (24,2 miliardi).

Gli Stati Uniti, mercato di destinazione e di origine.

Le rotte commerciali del farmaco europeo conducono prevalentemente oltreoceano. Gli Stati Uniti sono la principale destinazione delle esportazioni extra-UE, con una quota del 43,8% sul totale, pari a 160,6 miliardi di euro. Al secondo posto si colloca la Svizzera (16,3%, 59,7 miliardi), seguita dal Regno Unito (5,6%, 20,6 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni, Washington e Berna dominano la scena: gli USA forniscono il 41,2% dei farmaci importati dall’UE (60,1 miliardi), la Svizzera il 28,4% (41,4 miliardi). La Cina si posiziona al terzo posto con una quota del 9% e 13,1 miliardi di euro, una presenza ancora contenuta, ma in crescita e da tenere d’occhio in chiave di dipendenza strategica.

foto Michal Jarmoluk da Pixabay.com