False recensioni online: FIPE plaude all’iniziativa del Governo: “Stop alla manipolazione delle opinioni”.
Il fenomeno delle recensioni false continua a minare la fiducia dei consumatori e a danneggiare pesantemente le aziende del comparto ristorazione. Secondo il Centro Studi del MIMIT, il 70% dei clienti sceglie dove mangiare in base ai giudizi online, mentre l’Ufficio Studi di FIPE-Confcommercio stima che tali recensioni possano influenzare fino al 30% del fatturato di un locale. Un impatto notevole, aggravato da un dato allarmante: nel 2024, l’8,6% delle recensioni pubblicate su TripAdvisor è risultato falso. Inoltre, due consumatori su tre dichiarano di imbattersi frequentemente in commenti inattendibili.
È su queste basi che si inserisce la proposta normativa italiana contro le false recensioni, contenuta nel Capo IV del Disegno di Legge annuale sulle PMI. Una iniziativa accolta dalla FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – che, in una nota ufficiale, ha ribadito la necessità di difendere imprese e utenti da contenuti ingannevoli, favorendo la costruzione di un ecosistema digitale più trasparente e affidabile.
La norma, attualmente all’esame del Senato, introduce una serie di misure concrete: pubblicazione delle recensioni entro 15 giorni dalla fruizione del servizio, verifica dell’autenticità dei contenuti, diritto di replica per le imprese e possibilità di richiedere la rimozione di commenti falsi o non aggiornati. Tra le novità più significative, l’introduzione del diritto all’oblio digitale per le imprese e il divieto esplicito di compravendita di recensioni.
“Siamo di fronte a un passaggio decisivo per la credibilità del mercato digitale e per la tutela di migliaia di imprese, in particolare micro e piccole attività, che non possono difendersi da recensioni false o malevole”, commenta il presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna Emanuele Frongia. “Il Governo ha avuto il merito di affrontare con coraggio un tema troppo a lungo ignorato. Ora è fondamentale non arretrare di fronte alle pressioni delle grandi piattaforme internazionali. Occorre una legge chiara che protegga consumatori e operatori – conclude Frongia – e che favorisca una concorrenza fondata sulla qualità reale del servizio, non sulla manipolazione delle opinioni.”
A sollevare la questione al Parlamento europeo, negli ultimi mesi, è stato anche l’eurodeputato del Partito Popolare Europeo Dimitris Tsiodras: “Le recensioni dei consumatori rappresentano un elemento chiave nel processo decisionale di acquisto, ma secondo un’indagine recente, un consumatore su due ha dichiarato di non riuscire a verificare se le recensioni pubblicate provengano da clienti reali e in che modo vengano raccolte. Nonostante le attuali normative dell’UE, come la Direttiva sulle pratiche commerciali sleali e il Digital Services Act, il problema delle recensioni manipolate rimane diffuso”.
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