Ex Scuola Manno, il caso dell’occupazione che dura da undici anni: attività non autorizzate e costi a carico del Comune.
Un bene storico nel cuore di Castello, simbolo della città e della sua tradizione culturale, trasformato da oltre un decennio in uno spazio occupato senza titolo, con attività non autorizzate e spese che continuano a gravare sulle casse pubbliche. È la situazione dell’ex Scuola Manno, edificio comunale la cui occupazione abusiva, iniziata nel 2014, solleva oggi interrogativi sempre più pressanti su legalità, sicurezza e trasparenza amministrativa, proprio nel momento in cui il Comune di Cagliari prova a recuperare credibilità con il “patto per la sicurezza“.
L’immobile, un tempo destinato alla formazione e alla cultura, è stato sottratto alla sua funzione originaria senza che l’amministrazione comunale abbia mai formalizzato concessioni, regolamentazioni o atti di affidamento. Una tolleranza prolungata che, secondo i promotori dell’interrogazione presentata in Consiglio comunale, non trova più giustificazione né sul piano politico né su quello istituzionale, soprattutto in un contesto urbano che chiede ordine, rispetto delle regole e valorizzazione del patrimonio pubblico.
All’interno della struttura, occupata dal collettivo “Sa Domu”, ricordano i firmatari, si svolgono “attività pubbliche ampiamente pubblicizzate attraverso manifesti e volantini”. Tra queste figura l’evento “S’Atobiu Kastedhu Internescional”, che prevede incontri con persone condannate per reati gravi, come Claudio Lavazza, militante dei Proletari Armati per il Comunismo. Un elemento che alimenta ulteriori preoccupazioni sul piano della sicurezza.
A destare allarme è anche l’annuncio dell’avvio di un’attività commerciale, un bar, all’interno dell’ex scuola, senza, si legge nel testo dell’interrogazione, che risultino “atti autorizzativi, controlli o verifiche da parte degli organi competenti in materia di igiene, sicurezza e conformità alle norme”. Ulteriori criticità, proseguono i proponenti, emergono dalle dichiarazioni degli stessi occupanti, secondo cui sarebbero state affidate perizie tecniche su immobili comunali a soggetti non chiaramente identificati come professionisti abilitati, in un quadro definito opaco e privo di garanzie.
Sul fronte dei costi, un dato pesa come un macigno: le utenze di acqua e luce dello stabile – aggiungono i consiglieri comunali – risulterebbero ancora intestate al Comune di Cagliari, con un aggravio di spesa pubblica che, dal 2014 a oggi, ricade sui cittadini, nonostante l’uso non autorizzato dell’immobile.
Da qui la richiesta formale di chiarimenti rivolta al sindaco e all’assessore competente. L’interrogazione chiede se siano state effettuate verifiche sulla regolarità delle attività svolte all’interno dell’ex Scuola Manno, se l’apertura del bar sia stata effettivamente autorizzata e con quali controlli, e se siano stati conferiti incarichi tecnici a soggetti non abilitati, con l’indicazione delle eventuali misure da adottare. Al centro anche la questione delle utenze: si chiede se il Comune intenda interrompere immediatamente ogni spesa pubblica non autorizzata.
Infine, viene sollecitata una presa di posizione chiara sul futuro dello stabile e sull’intenzione dell’amministrazione di ripristinare legalità e sicurezza, anche in collaborazione con le forze dell’ordine e attraverso l’applicazione del Decreto Sicurezza.
