14 Ottobre 2026
Europa

Eurostat: 32 milioni di posti di lavoro nell’UE legati alla domanda estera

Nel 2024, 31,6 milioni di persone risultavano occupate nell’Unione Europea grazie all’utilizzo finale di beni e servizi da parte di economie extra-UE, pari al 14,4% dell’occupazione totale nel blocco comunitario. Un dato in significativo aumento rispetto al 2010, quando gli occupati legati a questa componente della domanda erano 22,6 milioni, corrispondenti all’11,5% del totale. È quanto emerge da un’analisi di Eurostat basata sui dati del database FIGARO.

Anche il valore aggiunto lordo generato dall’Unione Europea attraverso l’utilizzo finale dei propri prodotti all’estero è cresciuto nello stesso periodo: il valore aggiunto interno legato alla domanda finale estera si attestava a 1.300 miliardi di euro nel 2010, per salire a 2.800 miliardi di euro nel 2024. In termini percentuali, la quota è passata dal 13,3% al 17,2% del valore aggiunto lordo complessivo dell’UE.

Gli Stati Uniti restano il primo mercato di riferimento.

Tra i partner commerciali, gli Stati Uniti si confermano nel 2024 il mercato con il maggiore impatto sull’occupazione e sul valore aggiunto dell’Unione Europea: gli scambi con Washington hanno sostenuto 6 milioni di posti di lavoro nell’UE, pari al 19,1% del totale dell’occupazione generata dalla domanda finale estera, e hanno prodotto 585,8 miliardi di euro di valore aggiunto, corrispondenti al 21% del totale.

Al secondo posto per occupazione si colloca il Regno Unito, con 3,4 milioni di lavoratori europei coinvolti (10,6% del totale), mentre per il valore aggiunto Londra si posiziona al terzo posto, con 276 miliardi di euro (9,9%). La Cina, dal canto suo, si piazza terza per occupazione, con 3,1 milioni di lavoratori europei coinvolti (9,8%), ma seconda per valore aggiunto generato nell’UE, con 289,8 miliardi di euro (10,4%).