Europarlamento, stretta su fondi “a risultato”: più controlli, trasparenza e tracciabilità.
La Commissione per il Controllo dei Bilanci (CONT) del Parlamento europeo chiede regole più rigorose su controllo, trasparenza e tracciabilità degli strumenti di finanziamento “performance-based”, cioè quelli che legano i pagamenti al raggiungimento di obiettivi e traguardi (milestone e target) invece che al rimborso dei costi effettivamente sostenuti.
La richiesta è contenuta in un progetto di risoluzione di iniziativa parlamentare, a firma della relatrice Monika Hohlmeier, adottata in commissione con 22 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astensione, aprendo la strada al prosieguo dell’iter parlamentare.
Il testo parte da una constatazione: con l’aumento delle priorità politiche e la pressione crescente sul bilancio UE, diventa “più che mai” essenziale dimostrare valore per il denaro pubblico, garantendo che le risorse siano spese in modo economico, efficiente ed efficace.
Il nodo: pagamenti sganciati dai costi.
Secondo il documento, il modello di finanziamento non legato ai costi (FNLC) – adottato su larga scala con il Recovery and Resilience Facility (RRF) – riduce l’accesso ai dati sui costi reali e rende più difficile valutare efficienza e convenienza della spesa. Da qui, avverte la commissione, derivano rischi maggiori: irregolarità, frodi, doppio finanziamento e audit trail incompleti.
Il Parlamento richiama inoltre le criticità evidenziate più volte dalla Corte dei conti europea: controlli non omogenei tra Stati membri, forte dipendenza dai sistemi nazionali, tracciabilità non sempre completa e capacità di supervisione della Commissione giudicata in alcuni casi insufficiente. Nel testo si segnala anche che un ampio margine discrezionale nella valutazione del raggiungimento dei target può portare a trattamenti incoerenti tra Paesi o a erogazioni premature.
Debito UE e indagini antifrode.
Tra i punti di preoccupazione figura anche l’aumento dell’onere del debito comune e dei costi di finanziamento. E viene citato il quadro investigativo: a fine 2024 la Procura europea (EPPO) gestiva 311 casi attivi legati a NextGenerationEU, quasi tutti riferiti al RRF, con una stima di danno per gli interessi finanziari dell’Unione pari a 2,8 miliardi di euro.
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