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Fiume, Croazia, foto Antonio199cro commons wikipediaRijeka (Fiume in italiano) è stata scelta, insieme alla città irlandese di Galway, come la Capitale Europea della Cultura 2020. L’iniziativa “Capitale europea della cultura“, inaugurata nel 1985 per volere del ministro greco Melina Mercouri, ha lo scopo di mettere in luce le ricchezze e le caratteristiche culturali condivise da tutti gli europei. Fin qui tutto bene se non fosse per il significato che la Città di Fiume, un tempo parte dell'Italia, riveste, ancora oggi, per tanti italiani.

Una manifestazione che se da un lato celebra caratteristiche culturali comuni e valori europei, dall'altra, non può fare a meno di rimarcare l'enorme contributo che la cultura italiana ha dato alla crescita della città per l'eurodeputato del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Carlo Fidenza: "Fiume, portatrice di una storia e di una cultura millenaria, fu l'antica Tarsatica, poi chiamata Flumen, prima romana e poi italica come tutta la Dalmazia fino alla caduta dell'Impero romano. I croati arrivarono a Fiume solamente nel 700, senza peraltro lasciare molte tracce della loro presenza per i successivi mille anni. Alla fine del Medioevo, Fiume si affranca definitivamente dal regno d'Ungheria e, come altre città italiane della Dalmazia, rivaleggia con Venezia fino all'annessione all'Austria".

L'interrogazione parlamentare di Fidenza, successivamente, riprende gli avvenimenti storici degli ultimi 120 anni, rimarcando l'esigenza di promuovere la cultura italiana nell'ambito della manifestazione: "Fiume ritorna italiana dopo la Grande Guerra e lo rimane fino al 1947. Solo dal 1943 con l'espulsione e l'eliminazione, sovente anche fisica, della popolazione autoctona in larga maggioranza italiana, il governo jugoslavo ha imposto l'assimilazione forzata della città, che assume il nuovo nome "Rijeka. Nell'ambito delle manifestazioni previste per "Rijeka, Capitale europea della cultura", la storia bimillenaria della città dovrebbe essere resa in tutta la sua complessità, riportando con rigore storico-culturale l'enorme contributo che la cultura italiana ha dato alla crescita della città".

Mariya Gabriel, foto SardegnagolUn giusto tributo alla cultura italiana che rischia di non essere evidenziato all'interno delle celebrazioni culturali di Rijeka per l'eurodeputato di Fratelli d'Italia: "Nel programma degli eventi e nelle opere realizzate si riscontrano numerose imprecisioni e discutibili interpretazioni storiche e non sembra assolutamente evidenziata la complessità storica di Fiume. Come intende la Commissione intervenire per salvaguardare l'identità storica e culturale di Fiume?".

Oggi la Commissaria Mariya Gabriel ha risposto all'interrogazione a nome della Commissione europea:  Le città che vengono insignite del titolo di Capitale europea della cultura elaborano il programma culturale degli eventi in maniera autonoma, con l'aiuto e il sostegno di esperti del settore culturale, sia nazionali che europei. La Commissione rispetta la competenza delle città in quest'ambito e non interviene sui loro programmi".

"L'iniziativa "Capitale europea della cultura" rappresenta tuttavia una buona opportunità per aprire un dibattito tra cittadini, artisti, storici e altre parti interessate e comprendere meglio il proprio passato attraverso l'arte e la cultura. La Commissione è convinta che gli eventi che si svolgeranno nell'ambito di 'Fiume 2020 – Capitale europea della cultura' favoriranno questo tipo di dialogo. A tal proposito, la Commissione rimarca che nell'ambito del suo progetto di punta 'Era del potere', Fiume 2020 si propone di riflettere sulla storia della città, compreso il periodo che va dal 1900 al 1946, attraverso conferenze e mostre quali 'L'Olocausta di D'Annunzio', 'Il violino non ha confini/ Stradivari a Fiume - Kresnik e Cremona' e 'Dopo la grande guerra. La nuova Europa 1918-1923' ".

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