17 Luglio 2026
Europa

Euronews e i fondi UE per i media: il Parlamento europeo chiede trasparenza

Euronews finanziata dall’Unione europea e al tempo stesso riluttante a coprire il processo a giornalisti azerbaigiani: è questa la premessa da cui parte un’interrogazione scritta presentata al Parlamento europeo da cinque eurodeputati del gruppo ESN , Markus Buchheit, Petr Bystron, Marc Jongen, Alexander Jungbluth e Mary Khan , che hanno chiesto alla Commissione europea di fare chiarezza sui meccanismi di vigilanza sui fondi pubblici erogati all’emittente paneuropea.

La questione sollevata è duplice: da un lato la tutela del pluralismo mediatico e la trasparenza nell’uso delle risorse comunitarie, dall’altro il rischio che i finanziamenti europei possano condizionare , anche indirettamente , le scelte editoriali di un’emittente che dovrebbe essere indipendente. I parlamentari , inoltre, hanno chiesto poi di precisare quali requisiti di qualità, trasparenza e indipendenza siano previsti nei contratti con Euronews, come ne venga verificato il rispetto e quali conseguenze intenda trarre la Commissione dalle “attuali accuse”.

La risposta della Commissione: nessuna irregolarità.

A rispondere, il 22 giugno 2026, è la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, che sgombra subito il campo da equivoci di fondo: “Euronews è un’azienda privata e indipendente e la Commissione non ha alcun ruolo nelle sue decisioni interne.” Il sostegno dell’UE all’emittente avviene attraverso bandi aperti nell’ambito della linea di bilancio “Multimedia Actions”, dedicata al finanziamento della copertura professionale delle questioni europee.

In linea con il principio di indipendenza dei media, la Commissione precisa di non interferire nelle scelte editoriali dei beneficiari, “inclusa la copertura di argomenti o eventi specifici”. I contratti di sovvenzione prevedono tuttavia che i beneficiari rispettino “i più elevati standard editoriali, inclusi trasparenza e imparzialità nella copertura”.

Sul fronte dei controlli, Virkkunen illustra un sistema articolato su più livelli: monitoraggio regolare dei prodotti previsti dagli accordi, analisi annuale esterna dei contenuti prodotti e valutazioni periodiche della linea Multimedia Actions. Gli audit possono essere condotti durante o dopo l’attuazione dei progetti, avvalendosi dei servizi interni della Commissione o di società esterne, con obbligo per i beneficiari di piena cooperazione. In caso di inadempimento contrattuale sono previste sanzioni che vanno dal rigetto dei costi alla riduzione della sovvenzione, fino alla sospensione dei pagamenti o alla risoluzione del contratto.

La conclusione è netta: “Al momento la Commissione non dispone di prove di inadempimento contrattuale. Le valutazioni passate indicano che Euronews rispetta i consueti standard professionali.”

La risposta della Commissione chiude formalmente il dossier sul piano procedurale, ma lascia aperta la questione politica sottostante: fino a che punto è compatibile con la piena indipendenza editoriale il fatto che un’emittente riceva finanziamenti significativi dall’istituzione di cui dovrebbe garantire la copertura critica e imparziale?

È un dibattito che non riguarda solo Euronews, ma l’intero ecosistema dei media finanziati , in parte o in tutto , con fondi pubblici europei, e che la risposta della Commissione non risolve, limitandosi a certificare la conformità procedurale ai contratti in vigore.

Foto di Vidmir Raic da Pixabay.com