9 Settembre 2026
Europa

Eurobarometro: gli europei chiedono più tutele per i minori online e accelerazione sulla transizione energetica

Un nuovo Flash Eurobarometro pubblicato oggi rivela una crescente preoccupazione degli europei per i rischi a cui i minori sono esposti sui social media. In un contesto di uso sempre più pervasivo delle piattaforme digitali, i cittadini chiedono regole più severe contro la disinformazione. Allo stesso tempo, di fronte alle sfide globali, gli europei invocano maggiore partecipazione democratica, un rafforzamento delle capacità di difesa e un’accelerazione della transizione verso l’energia pulita.

Il cyberbullismo in cima ai timori per i minori online.

La maggioranza degli europei vuole che l’UE faccia di più per proteggere i bambini dai pericoli della rete. Al primo posto tra le preoccupazioni c’è il cyberbullismo e le molestie online, che allarmano il 71% degli intervistati. Seguono a stretto giro il timore dell’adescamento e dello sfruttamento sessuale (70%), l’esposizione a contenuti dannosi come violenza, autolesionismo o estremismo (69%) e l’uso improprio dei dati personali dei minori (69%). Percentuali significative riguardano anche il rischio di reclutamento in attività illegali (64%) e l’esposizione a design delle piattaforme pensati per creare dipendenza (60%).

Quasi due europei su tre (63%) vorrebbero regole UE che limitino l’accesso dei minori ai social in base all’età, sia attraverso un divieto assoluto sotto una certa soglia (36%), sia con un accesso posticipato (27%). Il 15% preferirebbe invece rafforzare le risorse delle forze dell’ordine, mentre il 13% lascerebbe la vigilanza a genitori e scuole senza ulteriori interventi europei.

Due terzi degli europei (66%) usano quotidianamente i social media per informarsi su attualità e politica. In questo scenario, le priorità indicate per contrastare la disinformazione sono, nell’ordine: sanzioni più severe per i contenuti illegali online (44%), regole più stringenti per le piattaforme (40%), un’etichettatura chiara dei contenuti generati o manipolati con l’intelligenza artificiale (38%), una soglia minima di età per l’accesso ai social (37%) e maggiori investimenti in educazione ai media e fact-checking indipendente (29%).

Libertà di espressione, elezioni libere e stato di diritto: i pilastri della democrazia.

Il sondaggio mostra anche un forte attaccamento degli europei ai valori democratici fondamentali. Al vertice della classifica degli elementi ritenuti più importanti per una società democratica figurano la libertà di espressione (34%), le elezioni libere ed eque (32%) e il rispetto dello stato di diritto e dei diritti fondamentali (31%). Seguono la lotta alla corruzione (28%), la trasparenza e la responsabilità dei leader politici insieme a un sistema giudiziario indipendente (26%) e la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e ai processi decisionali (22%). Oltre al voto, gli europei individuano nelle forme di partecipazione diretta uno strumento efficace per influenzare le decisioni UE (46%), seguito dalla partecipazione a movimenti politici, partiti o sindacati (42%).

Cresce la fiducia nella capacità di difesa dell’UE.

Una larga maggioranza di europei (68%) concorda sulla necessità che l’UE rafforzi la propria capacità di difendersi autonomamente da eventuali minacce esterne. Il 56% degli intervistati (+4 punti percentuali rispetto a gennaio 2026) dichiara di avere fiducia nella capacità dell’UE di rafforzare sicurezza e difesa e proteggere meglio i cittadini.

Rinnovabili ed efficienza energetica, le leve principali contro il caro-energia.

Dal sondaggio emerge inoltre che più della metà degli intervistati (56%) ritiene che lo sviluppo delle energie rinnovabili possa aiutare l’UE ad affrancarsi dai combustibili fossili, mentre due europei su cinque puntano sulle misure di efficienza energetica. Il 32% individua invece nel nucleare una possibile soluzione.

Sul fronte delle azioni concrete adottate dai cittadini a seguito dell’aumento dei prezzi dell’energia, quasi un intervistato su tre (31%) ha ridotto il consumo complessivo di elettricità, oltre uno su quattro (27%) ha iniziato a monitorare più attentamente i propri consumi energetici e il 26% ha ridotto l’uso di riscaldamento o climatizzazione. Completano il quadro delle misure adottate: l’adeguamento dei consumi alle fasce orarie più convenienti (20%), l’investimento in elettrodomestici più efficienti (16%), il cambio o la comparazione del fornitore o del contratto energetico (14%) e l’installazione, o la valutazione dell’installazione, di soluzioni a energia rinnovabile (14%).