Euro digitale, il Parlamento europeo dà il via libera ai negoziati con il Consiglio
Il Parlamento europeo ha dato il proprio via libera all’avvio dei negoziati con il Consiglio dell’UE sulla creazione dell’euro digitale, un progetto che punta a ridurre la dipendenza dell’Unione dai fornitori di servizi di pagamento extra-europei.
L’Aula ha approvato due distinti mandati negoziali: il primo, relativo alla creazione della moneta digitale, è passato con 416 voti favorevoli, 169 contrari e 22 astensioni; il secondo, riguardante i fornitori di servizi di pagamento non in euro, è stato approvato per alzata di mano.
A guidare il gruppo negoziale del Parlamento sarà il relatore Fernando Navarrete Rojas (PPE, Spagna). Un primo round di colloqui con la presidenza di turno irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri, è atteso a breve.
La decisione arriva dopo che i gruppi politici di ECR e Patrioti per l’Europa (PfE) avevano contestato la scelta della commissione per gli Affari economici e monetari, presa lo scorso 23 giugno, di avviare i colloqui interistituzionali sui due dossier relativi all’euro digitale. Un terzo fascicolo del medesimo pacchetto legislativo, riguardante il corso legale delle banconote e delle monete in euro, non è stato invece oggetto di contestazione: i negoziati su questo punto potranno quindi proseguire regolarmente, in base all’articolo 72 del regolamento del Parlamento europeo.
Come funzionerà l’euro digitale?
Secondo la posizione negoziale approvata dal Parlamento, l’euro digitale rappresenterebbe una nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca Centrale Europea, utilizzabile sia online che offline. Il testo prevede garanzie rafforzate sulla privacy: le transazioni verrebbero verificate senza esporre dati personali, trattati solo nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema.
La maggior parte delle imprese sarebbe tenuta ad accettarlo come mezzo di pagamento, con l’eccezione dei lavoratori autonomi e delle micro e piccole imprese che già non accettano altre forme di pagamento digitale. I servizi di base , apertura di un conto, gestione dei fondi e accesso ad almeno uno strumento di pagamento, sarebbero gratuiti, mentre per tutelare la stabilità del sistema finanziario verrebbe introdotto un tetto massimo alla quantità di euro digitali detenibile da ogni singolo cittadino.
Il testo prevede inoltre che banche e prestatori di servizi di pagamento dei Paesi UE non appartenenti all’area euro possano comunque distribuire l’euro digitale. Parallelamente, gli Stati membri dell’eurozona resterebbero obbligati a garantire la disponibilità del contante, che le imprese non potrebbero vietare, con un monitoraggio regolare rivolto in particolare ai gruppi più vulnerabili, come anziani, persone a basso reddito e chi non ha accesso al sistema bancario tradizionale.
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