ET. Tradurre il sito in sardo mentre la Sardegna rischia di restare fuori? Una mossa vuota e priva di senso.
Continuano a sorprendere (in negativo) le iniziative “diversamente identitarie” portate avanti nel corso del mandato della XVII Legislatura. Ultima in ordine d’arrivo la traduzione del sito dell’Einstein Telescope in lingua sarda.
Una “alzata di ingegno” incomprensibile e che arriva in un momento nel quale la partita per la collocazione del centro euroepeo è ancora in corso e contesa. A cosa servirà la “traduzione identitaria” se si resterà a bocca asciutta?
Scelta, inoltre, che esprime una non perfetta conoscenza delle norme sulla profilazione dei dati, dato che cosiddetto “banner dei cookie” o “avviso cookie”, il famoso messaggio che compare sui siti web per informare gli utenti sull’uso dei cookie e chiedere il loro consenso, dovrebbe prevedere una apposita traduzione in sardo. La traduzione della cookie policy in diverse lingue, infatti, è consigliata per rispettare le normative locali e garantire la trasparenza agli utenti. Eh, ma sono scienziati e sardi. Lasciamoli fare!
Dunque, sembrerebbe essere in presenza di un esercizio simbolico, un’iniziativa “una tantum” che, al netto di una certa retorica, non offre alcuna utilità pratica reale. È davvero così importante celebrare la nuova versione del sito in lingua sarda, quando nella realtà quotidiana dell’isola si fa ancora troppo poco per garantire un bilinguismo vero e sostanziale? I 4 soldi stanziati per la lingua sarda (che finanziano sempre le solite menate di scarso impatto) dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, hanno ancora senso?
L’impressione che si ricava è quella di un’operazione di facciata, un tentativo di autoattribuirsi una patente di “identità e sardità” senza accompagnare questo riconoscimento con fatti concreti e duraturi. Il rischio è che tutto ciò rimanga solo un gesto estetico, che serve più a mettere una pezza all’immagine pubblica di chi governa che a valorizzare davvero la lingua, la cultura e le prospettive della Sardegna.
In un momento cruciale come questo, in cui la candidatura a ospitare l’Einstein Telescope è tutt’altro che scontata, sarebbe molto più utile concentrare le risorse e le energie su strategie concrete e incisive, piuttosto che su iniziative dal sapore puramente simbolico e poco sostanziale.
