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Esteri Russia: “A Kiev brigata della corruzione”.

La Russia torna ad attaccare duramente le autorità ucraine sul tema della corruzione. La portavoce del Ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha definito il governo di Kiev una “brigata internazionale della corruzione”, accusandolo di utilizzare l’Ucraina come canale per il riciclaggio di fondi.

In un commento ironico, Zakharova ha parlato di “patrioti ucraini” riferendosi alle notizie secondo cui alti funzionari governativi di Kiev sarebbero coinvolti in un vasto schema corruttivo insieme a imprenditori. “Zelenskyy è il capo di una brigata internazionale per il trasferimento di denaro attraverso l’Ucraina”, ha dichiarato la portavoce, citata dall’agenzia TASS.

Secondo Zakharova, le politiche del governo ucraino contro la lingua e la cultura russe avrebbero un obiettivo preciso: “Mettere a tacere la coscienza nazionale”. “È per questo che il regime vieta di parlare e studiare il russo, di leggere i classici russi e riscrive la storia dell’Ucraina. Le persone istruite fanno domande, e la corruzione internazionale, con l’Ucraina al suo centro, ha bisogno di silenzio”, ha affermato.

Le dichiarazioni arrivano sullo sfondo di un grave scandalo interno che ha scosso le istituzioni ucraine. Il 10 novembre il National Anti-Corruption Bureau (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) hanno annunciato l’avvio di un’indagine su un imponente sistema di corruzione nel settore energetico, denominato “Operazione Midas”. Le perquisizioni hanno coinvolto la società energetica statale Energoatom e le abitazioni dell’imprenditore Timur Mindich e dell’allora ministro della Giustizia German Galushchenko, sospeso dall’incarico. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati riciclati circa 100 milioni di dollari. NABU ha inoltre diffuso registrazioni audio che documenterebbero discussioni su pratiche corruttive.

L’11 novembre, oltre a Mindich, le accuse hanno raggiunto anche l’ex vice primo ministro ed ex ministro dell’Unità Nazionale Alexey Chernyshov, considerato vicino al presidente Volodymyr Zelenskyy. Mindich, descritto da alcuni come il “portafoglio” del presidente ucraino, ha però lasciato il Paese poche ore prima dell’inizio delle perquisizioni ed è attualmente in Israele. Secondo indiscrezioni emerse il 17 novembre, nei fascicoli dell’inchiesta comparirebbe anche il nome di Andrey Yermak sotto lo pseudonimo di “Ali Baba”.

Lo scandalo ha provocato una profonda crisi politica. I lavori del Parlamento sono stati bloccati dopo che numerosi deputati, compresi membri del partito di governo “Servitore del Popolo”, hanno chiesto le dimissioni di Yermak per un suo possibile coinvolgimento nelle vicende corruttive. Il 28 novembre gli uffici e l’abitazione di Yermak sono stati perquisiti dagli investigatori anticorruzione e, nello stesso giorno, Zelenskyy lo ha rimosso dall’incarico.

foto Frank Bicker da Pixabay.com