Esperti dell’Esercito discutono i pilastri delle operazioni multidominio al LANDEURO 2025.
Servono tecnologie militari all’avanguardia per permettere agli Stati Uniti e alla NATO di operare efficacemente in scenari multidominio. A dirlo, durante il simposio LANDEURO 2025 tdi Wiesbaden, sono stati gli esperti militari dell’Esercito americano.
“Le capacità sviluppate qui in Europa sono esportabili ovunque, e questo deve preoccupare i nostri avversari”, ha dichiarato il Generale USA, Steven Carpenter. Ma servono esperti di intelligenza artificiale e ingegneri del settore, secondo Harald Manheim, responsabile della divisione difesa digitale e cyber di Airbus Defence and Space.
Carpenter ha poi sottolineato la complessità del teatro europeo e l’esigenza di adottare un linguaggio comune: “In caso di conflitto nell’Europa orientale, tutto sarà contestato a livello globale, dalle operazioni militari all’industria. Non si tratta solo di forze armate, ma di un impegno nazionale esteso a 32 nazioni e partner. Barriere linguistiche e differenze dottrinali – prosegue – complicano operazioni già complesse. Dobbiamo usare le stesse parole con lo stesso significato per combattere insieme”.
Si deve spingere, insomma, verso una dottrina militare capace di garantire interoperabilità tra uomini e procedure: “Aggiorniamo costantemente la dottrina dell’Esercito USA per le operazioni multidominio, includendo spazio, cyber, guerra elettronica e difesa aerea”, per Richard Creed Jr., direttore del Combined Arms Doctrine Directorate del Mission Command Center of Excellence.
Creed, in particolare, ha ricordato come l’evoluzione rapida della tecnologia e il conflitto in Ucraina abbiano accelerato la necessità di aggiornamenti frequenti: “Abbiamo pubblicato una nuova versione nel marzo 2025 e stiamo già preparando ulteriori revisioni”.
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