13 Luglio 2026
Europa

Esame per guide turistiche, flop clamoroso: il Parlamento europeo studia il caso italiano

Un tasso di superamento dell’1,86%. Su oltre 29.000 candidati iscritti all’esame nazionale per l’accesso alla professione di guida turistica, svoltosi in Italia nel novembre 2025, solo circa 12.000 si sono presentati alla prova scritta e appena una manciata ha tagliato il traguardo. Un risultato che ha sollevato un’ondata di polemiche e che ora approda al Parlamento europeo.

L’interrogazione al Parlamento europeo.

A firmare l’interrogazione scritta alla Commissione europea sono quattro parlamentari del gruppo de “La Sinistra”: Carolina Morace, Danilo Della Valle, Valentina Palmisano e Mario Furore. Nel documento, presentato il 25 febbraio 2026, i deputati contestano tanto l’impianto della prova quanto la sua coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Le critiche sono triplici. In primo luogo, il formato dell’esame , incentrato su nozioni mnemoniche , avrebbe penalizzato profili altamente qualificati, escludendo proprio quelle competenze di cui il settore avrebbe bisogno. In secondo luogo, manca la trasparenza sui costi dell’operazione, stimati in oltre un milione di euro, senza dati pubblici chiari su finanziamenti e rendicontazione. In terzo luogo, l’esito appare “sproporzionato rispetto alle esigenze di un settore strategico per l’economia italiana ed europea, caratterizzato da una cronica carenza di personale qualificato, in particolare nel turismo culturale e multilingue”.

I quattro eurodeputati hanno quindi chiesto alla Commissione se l’iniziativa sia stata finanziata , anche solo in parte, con fondi europei o del PNRR, se il meccanismo di selezione sia compatibile con gli obiettivi europei in materia di occupazione e mercato interno, e se Bruxelles intenda avviare verifiche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

La Commissione europea: “Riforma conforme”.

A rispondere, ieri, è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto: “Il PNRR italiano include la riforma 4.1 sulla regolamentazione della professione di guida turistica, collegata alla milestone M1C3-10, che definisce uno standard nazionale minimo per la categoria. Tale standard , che ha sostituito un sistema frammentato e privo di legislazione uniforme a livello nazionale, è stato positivamente valutato nell’ambito della sesta richiesta di pagamento. La riforma è dunque considerata conforme agli impegni assunti con Bruxelles”.

Tuttavia, la Commissione precisa un punto cruciale: la riforma non prevedeva finanziamenti europei associati all’organizzazione dell’esame. In altri termini, i costi della prova ricadono interamente nella sfera di responsabilità nazionale.

Sul fronte più politico, Bruxelles non si sottrae alla questione di fondo: “L’accesso alle professioni regolamentate – prosegue Fitto – non deve incontrare ostacoli sproporzionati o ingiustificati e deve essere conforme al diritto dell’Unione”. Un monito chiaro, anche se formulato con il consueto understatement diplomatico. La Commissione ricorda inoltre che le riforme sostenute dal dispositivo per la ripresa e la resilienza devono contribuire a migliorare la partecipazione al mercato del lavoro e ad affrontare la carenza di competenze , obiettivi con cui un tasso di successo dell’1,86% stride in modo evidente.

La palla torna dunque nel campo di Roma: spetta all’Italia garantire che la propria legislazione sia compatibile con il diritto europeo e nazionale.

foto Brigitte Hase Copyright: © European Union 2024 – Source : EP