16 Ottobre 2026
PoliticaSardegna

Ersu Cagliari e le “grandi innovazioni”: quando le promesse restano vuote.

L’anno accademico 2021-22 era stato salutato dall’Ersu Cagliari come il momento per l’introduzione della bacheca del “cerco-trovo casa”, un portale pensato per facilitare la ricerca di alloggi da parte degli studenti dell’Ateneo. Un progetto che, nelle intenzioni dell’Ente, avrebbe dovuto rappresentare una risposta concreta a un problema annoso: la scarsità di soluzioni abitative per chi studia a Cagliari.

Un servizio che nel sito della Regione Sardegna e dello stesso Ente nel 2021 veniva salutato come “un punto di riferimento gratuito per chi, a Cagliari, cerca o offre soluzioni abitative per periodi annuali, di breve o media durata”.

Peccato che la realtà si sia rivelata, come spesso accade, molto meno brillante delle slide di presentazione. A distanza di quattro anni dal lancio, sul sito istituzionale risultano pubblicati appena sei annunci. Una cifra ridicola – sfuggita anche ai “diversamente critici” rappresentanti degli studenti/esse -, se confrontata con l’emergenza abitativa che continua a crescere, con studenti costretti a lunghe ricerche per trovare un tetto sotto cui dormire.

Una ennesima conferma (se mai ce ne fosse stato il bisogno) sulla discutibilità delle cosiddette “soluzioni rivoluzionarie” per il diritto allo Studio nell’Isola.

Di fronte a numeri così impietosi, però, non si è registrata una presa d’atto dell’Ente, diversamente dal tenore rilevato nei pochi comunicati stampa istituzionali.

Una superficialità (e meno male che l’ERSU ti ascolta) che rappresenta ormai uno standard sul fronte delle politiche per i giovani in Sardegna. L’attuale Governo regionale, per esempio, non ha fatto certo di meglio.

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