14 Marzo 2026
Erasmus+Europa

Erasmus+ sotto esame: sospetti su organizzazioni fittizie e fondi Ue gestiti senza controlli efficaci

Il programma Erasmus+, fiore all’occhiello dell’Unione Europea per la mobilità e la cooperazione giovanile, è finito nuovamente al centro dell’attenzione per presunte falle nei sistemi di controllo e trasparenza. A sollevare la questione è l’eurodeputato greco Nikos Pappas (The Left), che ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea denunciando l’esistenza di reti organizzate di finte associazioni giovanili in vari Paesi membri, che sarebbero riuscite ad accedere ai fondi comunitari pur non svolgendo alcuna attività reale.

Nel mirino anche la situazione in Grecia, dove l’agenzia nazionale competente, INEDIVIM (EL-02), ha approvato diverse organizzazioni che, secondo gli ultimi quattro report di valutazione Erasmus+, risulterebbero irreperibili: nessuna sede fisica, assenza totale dai social media, nessun legame con il tessuto associativo locale. Si tratterebbe, dunque, di enti fittizi, certificati e finanziati, che sfrutterebbero tecnologie come l’intelligenza artificiale per generare richieste formalmente corrette, ma prive di sostanza.

L’europarlamentare ha quindi chiesto alla Commissione europea di riferire circa le misure che si intende adottare in Ue per contrastare l’uso fraudolento del codice PIC (il sistema di identificazione delle organizzazioni) da parte di entità inesistenti e se è previsto l’apporto della Procura europea per far luce sui tanti coni d’ombra del programma Erasmus+.

Caso greco che, ben lontano da rappresentare una “mera punta dell’iceberg” ricorda la crescente inconsistenza per la gioventù europea di un programma sempre più autoreferenziale, senza alcun controllo e il cui processo di valutazione delle proposte progettuali è assolutamente discriminatorio e da rivedere da cima a fondo. Elementi che sollevano interrogativi sull’intero sistema di gestione del programma, affidato alle agenzie nazionali nei singoli Stati membri. Vere e proprie manifestazioni nazionali di inconsistenza e retorica.

Ora la palla passa alla Commissione europea, che dovrà chiarire se sono previste ispezioni, audit rafforzati o azioni legali nei confronti dei soggetti coinvolti. In gioco non c’è solo la correttezza nell’uso delle risorse pubbliche, ma anche la credibilità stessa di Erasmus+, uno dei simboli più riconoscibili dell’Unione tra i giovani europei.

foto National Erasmus+ Office Israel