Erasmus+ in crisi di credibilità: l’ombra sulla trasparenza delle agenzie nazionali.
Dopo il caso eclatante che ha coinvolto l’Agenzia Erasmus+ in Croazia, anche la Macedonia del Nord finisce (nuovamente) al centro di uno scandalo che getta nuove ombre sulla gestione dei fondi europei destinati ai programmi di mobilità giovanile e istruzione.
Un “nuovo bagno di vergogna”, come lo ha definito il direttore di Sardegnagol, Gabriele Frongia, che riapre una domanda sempre più urgente: ha ancora senso partecipare ai bandi Erasmus+ ed ESC sperando in valutazioni trasparenti e imparziali?
Una rete europea di agenzie sempre meno affidabili.
Negli ultimi anni si stanno moltiplicano i casi di irregolarità, favoritismi e opacità nelle procedure di selezione e assegnazione dei fondi Erasmus+ in diversi Paesi europei. Basterebbe analizzare il tenore delle valutazioni delle proposte progettuali prodotte dai valutatori esterni (giusto per rimanere in Italia) dell’Agenzia Italiana per i Giovani. Manifesti di incoerenza e opacità! Oppure, visto il tema, delle call della Rappresentanza Italiana della Commissione europea che, come nel caso della call COMM/IT/GRANTS/2025, ha dimostrato tutti i propri limiti, tra ritardi, file sbagliati e form da 250 caratteri… sui quali, a breve, si pronuncerà anche il Mediatore europeo (si spera con una risposta nel merito del problema).
Le agenzie nazionali, nate per garantire una gestione capillare e autonoma dei programmi, sembrano oggi soffrire di scarsa supervisione, controlli inefficaci e conflitti di interesse, come ricordano i casi in Croazia e Macedonia del Nord. E in molti si chiedono se abbia senso continuare a promuovere le opportunità Erasmus+ tra i giovani (peraltro con un tenore comunicativo stucchevole, infoday AIG docet!), quando la realtà dei fatti rivela un sistema burocratico borbonico e spesso torbido, dove la meritocrazia è sempre più un’illusione.
Macedonia del Nord: una nomina controversa.
Il 31 luglio 2025 Ana Mihajlov è stata nominata Direttrice ad interim dell’Agenzia nazionale per i programmi educativi europei e la mobilità in Macedonia, subentrando a Petar Bogojevski. La nomina, vale la pena ricordarlo, arriva dopo l’annullamento, da parte del Consiglio di amministrazione, del bando ufficiale per la selezione della nuova Direzione, un procedimento arenatosi in circostanze ancora poco chiare.
La decisione è stata presa nonostante la Commissione europea avesse richiesto informazioni dettagliate sui candidati, sollevando dubbi sulla legittimità e la trasparenza dell’intero processo. Mihajlov, già una delle cinque concorrenti alla posizione di Direttore, è stata designata per “garantire la continuità operativa”, in attesa di sviluppi ufficiali.
Un’Agenzia sotto inchiesta.
L’Agenzia Erasmus+ macedone, responsabile della gestione dei fondi per istruzione, gioventù e cittadinanza attiva, è da tempo sotto inchiesta dell’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, per presunto uso improprio di 2,2 milioni di euro tra il 2016 e il 2018. Con buona pace delle tante organizzazioni giovanili nel Paese rimaste senza alcun supporto finanziario per l’inclusione dei giovani… l’Europa che non serve a una m***!
Secondo le indagini, 23 soggetti tra scuole, aziende e privati avrebbero partecipato a una rete organizzata per dirottare i fondi europei verso due sole società, vincitrici sistematiche di bandi “su misura”. Il caso è attualmente al vaglio della Procura per la criminalità organizzata e la corruzione, mentre Bruxelles attende ancora chiarimenti ufficiali. Ma, come ricordano le tante risposte della Commissione Ue, molte delle quali sollecitate proprio dalla testata Sardegnagol, per l’Esecutivo europeo il programma è perfetto così e “per i giovani si fa già tanto”.
L’Europa tra fiducia e sospetto.
Il caso macedone (se mai ce ne fosse bisogno) riaccende il dibattito sulla credibilità del sistema Erasmus+ e sulla capacità dell’Unione Europea di vigilare efficacemente sull’uso dei fondi.
Le continue irregolarità e deficit di trasparenza stanno, infatti, minando la fiducia di migliaia di giovani, organizzazioni e scuole, che ogni anno partecipano ai programmi convinti di trovare pari opportunità e criteri oggettivi di valutazione. Un sistema, ormai, sempre più votato a sostenere la “mobilità dei mediocri“.
Nel frattempo, a Ana Mihajlov spetta l’arduo compito di ricostruire un rapporto di fiducia con Bruxelles e con la società civile, in un contesto in cui la parola “trasparenza” è ormai diventata la più abusata — e la meno rispettata — del lessico europeo.
foto National Erasmus+ Office Israel
