10 Giugno 2026
Erasmus+Europa

Erasmus+, dubbi sul futuro del programma e sul suo possibile accorpamento con il Corpo europeo di solidarietà.

Il programma Erasmus+, simbolo dell’integrazione europea e delle opportunità per studenti e giovani professionisti, va verso una grigia evoluzione. A suggerirlo un recente intervento dell’eurodeputata Sabrina Repp (gruppo S&D – Socialisti e Democratici) critica verso il nuovo regolamento proposto per Erasmus+ e sul suo rapporto con il Corpo europeo di solidarietà.

La forza delle reti europee.

Repp sottolinea che il successo di Erasmus+ si fonda su una rete consolidata di partenariati e collaborazioni tra istituzioni educative, enti locali, associazioni e organizzazioni europee.
Queste sinergie, afferma l’eurodeputata, “rafforzano lo spazio europeo dell’istruzione e promuovono un’unione delle competenze”.

Il regolamento attuale del programma prevede che, “ove opportuno, siano stabilite specifiche disposizioni di gestione diretta per le azioni che coinvolgono reti e organizzazioni europee di portata unionale”, in particolare nell’ambito delle Key Actions 2 e 3, con l’esclusione dei partenariati di piccola scala.

Finanziamenti e tutela delle reti esistenti.

La prima domanda rivolta alla Commissione riguarda la continuità del sostegno finanziario per queste reti e organizzazioni.
Repp chiede quale sezione della proposta di regolamento garantisca il mantenimento dei fondi dedicati e come saranno tutelate le sovvenzioni già assegnate nell’attuale programma Erasmus+.

Un interrogativo che riflette la preoccupazione di molte organizzazioni partner, timorose di vedere ridotti i finanziamenti o modificati i criteri di accesso ai fondi europei.

Incertezza sull’integrazione con il Corpo europeo di solidarietà.

Il secondo punto dell’interrogazione riguarda la proposta di fusione tra Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà (ESC), l’iniziativa dell’UE dedicata al volontariato e ai progetti sociali.
Secondo Repp, la bozza del nuovo regolamento presenta scarsa chiarezza sulle modalità di attuazione e poche menzioni ai temi della solidarietà e del volontariato.

L’eurodeputata chiede quindi come la Commissione intenda salvaguardare la natura specifica delle attività di volontariato, assicurando che non vengano assorbite o marginalizzate all’interno di un contenitore più ampio dedicato alla mobilità e all’istruzione.