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Erasmus+ 2028-2034, verso la fusione con il Corpo europeo di solidarietà

La futura architettura del programma Erasmus+ 2028-2034 continua a suscitare interrogativi tra gli eurodeputati, soprattutto in relazione alla tutela delle reti europee già esistenti e al ruolo delle attività di volontariato dopo la proposta di fusione con il Corpo europeo di solidarietà. L’eurodeputata socialista Sabrina Repp ha chiesto chiarimenti ufficiali alla Commissione, che ha ora fornito una risposta formale attraverso la vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu.

Bruxelles: “Le reti europee continueranno a essere finanziate”.

Nella sua risposta, la Commissione ricorda che la proposta di regolamento per il prossimo ciclo di Erasmus+ è stata elaborata seguendo i principi di semplificazione del nuovo quadro finanziario pluriennale. Bruxelles sottolinea che le reti europee e le ONG di interesse generale per l’UE continueranno a svolgere un ruolo chiave nello sviluppo delle politiche e nell’attuazione qualitativa delle iniziative nei settori dell’educazione, della formazione, della gioventù e dello sport.

Il sostegno finanziario a queste realtà sarà garantito all’interno del secondo pilastro del programma, denominato “Capacity-building support”, che prevede misure dedicate al rafforzamento delle capacità organizzative e operative.

Fusione tra Erasmus+ e Corpo di solidarietà, Esecutivo europeo: “Un quadro unico per competenze e partecipazione”.

Repp ha sollevato dubbi anche sulla proposta di fusione tra Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà, segnalando la scarsa chiarezza sul modo in cui verrà preservata la natura specifica delle attività di volontariato. Bruxelles risponde affermando che l’integrazione mira a creare un punto di accesso unico per le opportunità di apprendimento formale, non formale e informale rivolte ai giovani, in un quadro più coerente che favorisca sviluppo delle competenze, impegno civico, solidarietà e coesione sociale.

La Commissione garantisce che volontariato e solidarietà saranno esplicitamente valorizzati nel nuovo regolamento e in specifiche azioni del programma. Nel dettaglio, le attività oggi finanziate dal Corpo europeo di solidarietà confluiranno nel primo pilastro del programma, “Learning opportunities for all”, mentre le misure di supporto per la gestione e il coordinamento saranno inserite nel pilastro dedicato al capacity-building.

Una riforma che punta alla continuità.

Secondo la Commissione, il nuovo Erasmus+ manterrà intatta la sua vocazione originaria di motore per la mobilità, lo scambio e l’integrazione europea, rafforzando al contempo la capacità del sistema di sostenere reti, organizzazioni e giovani in un contesto educativo più ampio e inclusivo.

La discussione in Parlamento proseguirà nei prossimi mesi, mentre l’iniziativa legislativa entrerà nella fase tecnica di negoziazione con gli Stati membri.

foto National Erasmus+ Office Israel