10 Agosto 2026
Europa

EPPO: la procura antifrode UE costa 86 milioni di euro

La Procura europea (EPPO) archivia il 2025 con risultati di bilancio che non hanno precedenti nella sua storia recente: su un budget finale di oltre 85,9 milioni di euro, l’ufficio ha impegnato la quasi totalità delle risorse disponibili, raggiungendo di fatto il 100% di esecuzione. Un traguardo che segna un netto miglioramento rispetto al 98,5% del 2024 e al 99,6% del 2023.

La storia del bilancio 2025 comincia con una doccia fredda. Il Collegio dell’EPPO aveva stimato un fabbisogno di 108,1 milioni di euro, ma l’autorità di bilancio dell’UE ne ha approvati 85,9, il 21% in meno di quanto richiesto. La richiesta di 700.000 euro aggiuntivi per l’inserimento di nuovi Procuratori delegati europei, avanzata a marzo 2025, è stata ugualmente respinta.

Ciononostante, rispetto all’anno precedente il budget cresce del 12%, a conferma di un’istituzione in espansione strutturale. Nel corso dell’anno è stato adottato un unico bilancio rettificativo, per 69.593 euro, legato a un accordo di contribuzione nell’ambito del Regolamento sulla Facilità per l’Ucraina, destinato a finanziare due agenti contrattuali.

La gestione dell’anno è stata caratterizzata da cinque trasferimenti interni, per un valore netto complessivo di 5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 3,2 milioni del 2024. La logica è stata quella di redistribuire risorse risparmiate su alcune voci verso priorità emergenti.

Le economie più significative sono emerse sulle spese per il personale: gli adeguamenti salariali del 1° luglio 2025 si sono attestati al 2%, contro il 3,7% stimato in fase di bilancio, generando un risparmio di circa un milione di euro. Ulteriori risparmi sono stati registrati sulla traduzione (da 3,1 a 2,1 milioni) e sui costi degli edifici.

Queste risorse sono state reindirizzate verso il programma di autonomia informatica dell’EPPO, i servizi ICT operativi, i servizi di protezione ravvicinata, la cui convenzione è stata rinegoziata, e la consulenza per la definizione di una strategia digitale dell’ufficio.

La spesa per titoli.

Il bilancio finale si articola in tre grandi voci. Le spese per il personale (Titolo 1) assorbono 41,25 milioni, con un tasso di pagamento del 98,7%. Le spese per infrastrutture e funzionamento (Titolo 2) ammontano a 9,38 milioni, con un tasso di pagamento più contenuto, 71,9%, che riflette i consistenti investimenti ICT contrattualizzati a fine anno e destinati a pagamento nel 2026. Le spese operative (Titolo 3) raggiungono 35,27 milioni, con un tasso di pagamento dell’87,5%.

Quest’ultima voce comprende, tra le altre, le retribuzioni dei Procuratori delegati europei,oltre 21,4 milioni interamente pagati, e i costi per la protezione operativa, cresciuti a 3,16 milioni per effetto della revisione del contratto di servizio.

I pagamenti rinviati al 2026 ammontano a 7,56 milioni di euro, in calo rispetto ai 9,2 milioni riportati l’anno scorso. Le cause principali sono riconducibili agli investimenti digitali operativi impegnati a fine anno e ai contratti con fornitori esterni e servizi di sicurezza ancora in corso. Il tasso di esecuzione dei riporti dall’anno precedente ha raggiunto il 97,7%, in miglioramento rispetto al 96,9% del 2024.

Pagamenti puntuali al 98%.

Sul fronte della puntualità dei pagamenti, il 98% delle richieste è stato evaso entro i termini previsti, senza interessi di mora corrisposti ai fornitori. Il 2% di ritardi è in buona parte, per 1,6 punti percentuali, imputabile a problemi di interoperabilità nei sistemi informatici della Commissione europea, al di fuori del controllo dell’EPPO.

Entrate: quasi tutto dal bilancio UE.

Sul versante delle entrate, l’EPPO ha ricevuto 85,9 milioni dall’Unione europea come sussidio di equilibrio, cui si aggiungono 69.593 euro dall’accordo sull’Ucraina e 70.636 euro di entrate assegnate interne, legate principalmente al recupero di costi sostenuti per conto di terzi nell’ambito degli accordi di sede. Il totale delle entrate per il 2025 si attesta a 86,05 milioni di euro.