23 Aprile 2026
Europa

EPPO, accuse esplosive: “71 fascicoli distrutti su casi di corruzione legati a fondi Ue”.

Un video diffuso l’11 luglio scorso continua a scuotere le istituzioni europee. La deputata europea Virginie Joron (PfE) ha chiesto ufficialmente conto alla Commissione di gravi accuse rivolte all’Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (EPPO): la presunta distruzione deliberata di prove riguardanti casi di corruzione legati a fondi UE.

L’accusa: “71 fascicoli distrutti”.

Il video contiene la testimonianza di un whistleblower secondo cui Laura Kövesi, procuratrice capo europea, avrebbe coperto un ordine interno mirato a eliminare documenti sensibili. L’ordine – sostiene il denunciante – sarebbe stato impartito da M.B., capo dell’Unità Operazioni e Supporto al Collegio dell’EPPO, definito come colui che “decide se qualcosa può scomparire o meno”.

C.B., ex consulente giuridico dell’EPPO, dichiara di essere stato incaricato di distruggere 71 fascicoli, tra cui quello etichettato “ESRR_2021_19_01”, avvertendo la stessa Kövesi prima di procedere. I documenti, secondo il video, avrebbero coinvolto politici rumeni accusati di uso illecito di fondi europei.

Il paradosso del progetto anti-fake news pubblico.

Secondo Joron, perfino il coordinatore olandese del progetto SOLARIS – iniziativa finanziata dalla Commissione con 2,7 milioni di euro e dedicata proprio all’individuazione di video falsi e manipolati – avrebbe ammesso di non avere competenze specifiche per verificare l’autenticità del filmato, lasciando senza supporto chi cercava chiarezza. E che dire del nuovo strumento per difendere la democrazia dalle campagne di disinformazione: lo Scudo europeo per la democrazia, una delle iniziative di punta del secondo (quanto triste) mandato di Ursula von der Leyen. Non si è già fatto abbastanza per “disinformare” i cittadini europei con le milionate alla stampa mainstream europea?

Le domande rivolte alla Commissione.

Dovuta quindi la richiesta all’Esecutivo Ue circa l’apertura di una indagine da parte dell’OLAF, trattandosi di accuse che configurano gravi illeciti da parte di funzionari dell’UE e che (se mai ce ne fosse bisogno) gettano un’ombra pesante sul funzionamento dell’EPPO, organismo che dovrebbe rappresentare il baluardo dell’UE contro frodi e cattiva gestione dei fondi comunitari.

foto NoName da Pixabay.com