Epic Fury: 50mila militari statunitensi partecipano all’operazione militare.
Sono oltre 50.000 i militari statunitensi attualmente impiegati nell’Operazione Epic Fury, scattata il 28 febbraio scorso contro l’Iran. Lo ha reso la portavoce del Pentagono Kingsley Wilson nel consueto aggiornamento settimanale del Dipartimento della Guerra.
Le forze americane hanno stabilito il controllo dei domini aereo e marittimo, colpendo migliaia di obiettivi iraniani identificati. “Continuiamo a infliggere una potenza di combattimento devastante. Ogni giorno la nostra determinazione cresce, mentre la capacità del regime di minacciare le nostre forze, i nostri partner e il popolo americano viene sistematicamente smantellata”, ha dichiarato Wilson.
Secondo i dati diffusi mercoledì dal Comando Centrale statunitense (Centcom), dall’inizio delle operazioni sono stati colpiti circa 6.000 obiettivi, con oltre 60 navi e 30 posamine danneggiati o distrutti. L’arsenale impiegato comprende bombardieri strategici, caccia, aeromobili per la guerra elettronica e la ricognizione, droni, sistemi di difesa missilistica, artiglieria, navi da guerra, contromisure anti-drone, aerei da rifornimento e da trasporto.
L’11 marzo il Centcom ha diffuso un avvertimento alla popolazione civile, segnalando che il regime iraniano sta utilizzando porti civili lungo lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni militari che mettono a rischio la navigazione internazionale. “Questa azione mette a repentaglio vite innocenti. I porti civili impiegati per scopi militari perdono il loro status di protezione e diventano obiettivi militari legittimi ai sensi del diritto internazionale, si legge nel comunicato.
Wilson ha inoltre reso omaggio ai caduti americani nell’operazione, senza fornire un bilancio ufficiale delle vittime: “Questi patrioti hanno pagato il prezzo più alto”.
Sul fronte interno, il 7 marzo la Guardia Nazionale del Distretto di Columbia ha attivato la 260ª Brigata per Scopi Speciali, struttura unica nel suo genere nell’esercito statunitense, concepita per coordinare il supporto militare alle autorità civili e proteggere le infrastrutture critiche della capitale. La brigata è stata istituita in attuazione di un ordine esecutivo del presidente Trump e di una successiva direttiva del Segretario alla Guerra Pete Hegseth.
foto www.war.gov
