13 Aprile 2026
Sardegna

Epatiti virali, nel 2025 calano B e C ma cresce la A: in aumento i casi legati a focolai alimentari

Nel 2025 in Italia diminuiscono i casi di epatite B e C, mentre aumentano quelli di epatite A ed E. È quanto emerge dal nuovo bollettino della sorveglianza SEIEVA, il sistema coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità che monitora le epatiti virali acute nel Paese.

Il rapporto segnala in particolare un incremento significativo dell’epatite A, anche alla luce di un focolaio in corso soprattutto in Campania.

Nel complesso, il bollettino SEIEVA evidenzia una riduzione delle epatiti B e C, a fronte di una crescita dell’epatite A e, in misura minore, dell’epatite E. Un andamento che, secondo gli esperti, riflette sia dinamiche epidemiologiche specifiche sia la presenza di focolai localizzati legati soprattutto alla trasmissione alimentare.

Epatite A in aumento: 631 casi nel 2025.

Nel 2025 sono stati notificati 631 casi di epatite A, contro i 443 dell’anno precedente. Il picco si è registrato a settembre, con 89 segnalazioni, seguito da una lieve flessione nei mesi successivi.

Nei primi tre mesi del 2026 la curva è tornata a salire, con un massimo a marzo, quando sono stati segnalati 160 casi con esordio dei sintomi (dato non ancora consolidato).

Tra i principali fattori di rischio emergono il consumo di frutti di mare, indicato in 262 casi nel primo trimestre 2026, e la trasmissione sessuale tra uomini che hanno rapporti con uomini (MSM), con 101 casi nel 2025 e 26 nei primi mesi del 2026.

La diffusione è concentrata soprattutto in Lazio, Campania e Puglia. In Campania, in particolare, dall’inizio dell’anno al 17 marzo si contano 110 casi, con un incremento recente che ha spinto le autorità sanitarie a rafforzare le misure di controllo.

Risposta sanitaria e prevenzione.

L’Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nelle attività di risposta attraverso diversi centri e dipartimenti, mentre il Ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro con Regioni e istituzioni tecniche per il coordinamento degli interventi.

Le autorità ricordano che la trasmissione dell’epatite A può essere prevenuta attraverso misure igieniche, corretta manipolazione degli alimenti e vaccinazione. In particolare, attenzione viene raccomandata alla cottura dei molluschi, al lavaggio di frutta e verdura consumata cruda e alla prevenzione della contaminazione crociata negli alimenti.

Il vaccino anti-epatite A è efficace e raccomandato per chi viaggia in aree a rischio, per categorie esposte e per i contatti di casi confermati.

Epatite B: in calo i casi acuti.

Nel 2025 i casi di epatite B acuta sono stati 148, in diminuzione rispetto ai 189 del 2024. Le regioni più colpite sono Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

I casi riguardano soprattutto la fascia 55-64 anni. Tra i fattori di rischio più frequenti figurano trattamenti estetici come tatuaggi e piercing (35,3%), cure odontoiatriche (34,1%) e comportamenti sessuali a rischio (24,4%).

Epatite E: crescita costante.

In aumento anche l’epatite E, con 92 casi nel 2025 rispetto ai 70 dell’anno precedente. La maggior parte dei casi si concentra in Abruzzo e Lazio, con una prevalenza nella popolazione maschile e nelle fasce d’età più avanzate.

Tra i principali fattori di rischio emerge il consumo di carne suina o di cinghiale poco cotta o cruda.

Epatite C: lieve calo.

I casi di epatite C acuta scendono a 51 nel 2025, rispetto ai 60 del 2024. Le regioni più interessate sono Lombardia ed Emilia-Romagna.

I casi riguardano soprattutto adulti tra i 35 e i 54 anni. Tra i fattori di rischio più segnalati: trattamenti estetici, esposizioni nosocomiali e comportamenti sessuali a rischio.