Ennesima strage in un centro di aiuti a Gaza: oltre 30 i morti
Almeno 31 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano di raggiungere un centro di distribuzione alimentare nella Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Un episodio, l’ennesimo, che getta un’ombra sull’accordo appena raggiunto tra l’Unione Europea e Israele per facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nell’enclave palestinese devastata dal governo di Benjamin Netanyhau.
Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, inoltre, fino a 800 persone sarebbero morte negli ultimi 45 giorni nei pressi di centri per la distribuzione di aiuti, mentre l’accesso alle organizzazioni umanitarie resta spesso bloccato.
I media e gli osservatori internazionali continuano a essere esclusi da Gaza, rendendo impossibile verificare in modo indipendente la condotta sanguinaria dell’IDF israeliano.
Solo pochi giorni fa, l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, aveva annunciato con ottimismo di aver negoziato un’intesa con Israele per garantire l’accesso agli aiuti umanitari a Gaza, in un contesto segnato da carenze estreme di cibo, acqua e assistenza medica. Una circostanza – anch’essa l’ennesima – che la dice lunga sul peso internazionale dell’Ue in Medio Oriente.
Oggi, i ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’UE si riuniranno per discutere possibili sanzioni o la sospensione della cooperazione con Israele, Paese notoriamente rinomato non solo per “infischiarsene” delle risoluzioni dell’ONU ma anche per la continua e reiterata violazione degli obblighi in materia di diritti umani previsti dall’accordo di associazione con l’Ue.
Ma, sebbene la maggioranza dei Paesi membri si sia espressa a favore di un intervento contro Tel Aviv, l’unanimità richiesta per imporre sanzioni formali o sospendere l’accordo bilaterale resta lontana. Alleati storici di Israele come Ungheria e Germania si sono già detti contrari a misure drastiche, spingendo Bruxelles a esplorare soluzioni alternative che possano essere approvate con maggioranza qualificata. I “poveri palestinesi” possono e devono continuare a morire mentre attendono gli aiuti umanitari.
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