23 Aprile 2026
Europa

Energia rinnovabile e aree rurali: comunità energetiche contro lo spopolamento.

La promozione delle comunità energetiche nelle aree rurali a bassa densità abitativa entra nel dibattito europeo, grazie all’interrogazione presentata dall’eurodeputato Vicent Marzà Ibáñez alla Commissione europea. Al centro del quesito, il forte squilibrio tra la massiccia presenza di impianti rinnovabili e il limitato coinvolgimento delle comunità locali nelle regioni rurali interne.

Secondo i dati citati nell’interrogazione, a fine 2024 le tre grandi comunità autonome dell’entroterra spagnolo – Castilla y León, Aragón e Castilla-La Mancha – concentravano oltre il 57% della capacità eolica nazionale, con circa 18.000 MW installati su un territorio pari al 51% della superficie del Paese, abitato però da appena il 14% della popolazione. A queste si aggiungono oltre 13.000 MW di capacità fotovoltaica. Un sistema dominato quasi esclusivamente da grandi aziende, spesso finanziate anche con fondi pubblici europei e nazionali.

A fronte di questa concentrazione, il numero di comunità energetiche resta marginale: meno di 400 in tutta la Spagna nel 2024, di cui meno di 75 proprio nelle tre regioni maggiormente interessate dagli impianti. La capacità installata delle comunità energetiche rappresenta inoltre meno dell’1% del totale.

Da qui le domande alla Commissione: “L’Esecutivo europeo – scrive l’esponente del gruppo Verdi/ALE – ritiene improcrastinabile promuovere e finanziare le comunità energetiche rurali per garantire sovranità energetica e autoconsumo nei territori interessati? Tali strumenti possono contribuire a rafforzare il tessuto sociale locale e contrastare lo spopolamento?”.

Nella risposta scritta, a nome dell’esecutivo europeo, il commissario Dan Jørgensen riconosce che le aree rurali rappresentano “un terreno fertile” per lo sviluppo delle comunità energetiche. “Il quadro normativo dell’Ue prevede l’istituzione di contesti favorevoli, inclusi strumenti per facilitare l’accesso ai finanziamenti e alle informazioni, lasciando però agli Stati membri la responsabilità di adattare l’attuazione alle proprie specificità nazionali”.

Bruxelles rivendica inoltre una serie di iniziative già avviate: dal Rural Energy Communities Advisory Hub, che ha fornito assistenza tecnica diretta a 28 comunità energetiche rurali, al nuovo Citizen Energy Advisory Hub, pensato per ampliare il supporto ai cittadini. A questi si aggiungono l’Energy Communities Facility, che offre sovvenzioni per lo sviluppo dei piani aziendali, e l’annunciato Citizens Energy Package, previsto nell’ambito dell’Affordable Energy Action Plan, per rafforzare ulteriormente la partecipazione dei cittadini alla transizione energetica.

La Commissione riconosce infine che le evidenze qualitative indicano come le comunità energetiche possano contribuire sia a contrastare lo spopolamento delle aree rurali sia a mantenere localmente i benefici economici della transizione verde. “In linea con la Visione a lungo termine per le aree rurali dell’Ue, Bruxelles afferma di sostenere questi modelli attraverso diversi strumenti, tra cui i programmi LEADER, Smart Villages, lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e LIFE Clean Energy Transition”.

foto Denis Lomme Copyright: © European Union 2025 – Source : EP