Europa

Energia, l’accordo Ue-Usa da 750 miliardi divide Bruxelles, Renew: “Scelte al mercato, non ai governi”.

L’accordo politico tra Unione europea e Stati Uniti che prevede l’acquisto di energia americana per un valore stimato di 750 miliardi di dollari entro il 2028 continua a sollevare interrogativi a Bruxelles. A chiedere chiarimenti sul peso degli accordi energetici è stato l’eurodeputato Benoit Cassart (Renew).

Nel rispondere a nome dell’Esecutivo Ue, il commissario Dan Jørgensen ha precisato che l’intesa con Washington non configura un obbligo giuridico né un impegno diretto all’acquisto da parte delle istituzioni. L’accordo politico fa riferimento all’intenzione di rafforzare le importazioni di gas naturale liquefatto, petrolio e tecnologie, combustibili e servizi nucleari dagli Stati Uniti, per un valore complessivo stimato intorno ai 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) nell’arco di tre anni.

La Commissione sottolinea però che né i governi nazionali, né l’UE, né quello statunitense comprano o vendono direttamente energia. Le cifre indicate rappresentano una stima orientativa basata su possibili decisioni di mercato. In concreto, saranno le imprese private a decidere se e quanto acquistare, tenendo conto delle condizioni economiche, delle esigenze di approvvigionamento e soprattutto dei contratti già esistenti con fornitori statunitensi o di altri Paesi.

Bruxelles chiarisce quindi che l’accordo non sostituisce automaticamente gli attuali contratti energetici dell’Unione, ma si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione delle fonti e di rafforzamento della cooperazione transatlantica nel settore energetico, lasciando al mercato la responsabilità delle scelte operative.

foto Fred Guerdin European Union, 2025