Emilia-Romagna, nascono i “Patti Digitali”: regole condivise per il benessere online di ragazzi e famiglie.
In Emilia-Romagna la tecnologia diventa un tema di comunità. La Giunta regionale ha infatti dato il via libera ai “Patti digitali”, un progetto che punta a costruire insieme – famiglie, scuole e istituzioni – le regole per un utilizzo sano e consapevole dei dispositivi elettronici e dei social network.
Il modello, già sperimentato con successo in diverse regioni italiane (ovviamente non in Sardegna, piccolo mondo antico italiano), è stato sviluppato nel 2022 e ora viene adottato ufficialmente dalla Regione come strumento di welfare educativo e partecipativo.
Dalle famiglie alle istituzioni: un’alleanza per la consapevolezza.
I Patti digitali nascono dal confronto avviato durante gli Stati generali dell’Infanzia e dell’Adolescenza, organizzati lo scorso maggio.
L’iniziativa fa parte del più ampio pacchetto di azioni promosso dall’assessorato al Welfare, Scuola e Politiche per l’Infanzia, che include anche le “domeniche detox”, giornate offline dedicate a bambini e famiglie, in programma ogni mese fino a maggio 2026.
L’obiettivo è promuovere una nuova cultura del digitale, che aiuti i più giovani a sviluppare competenze e senso critico, proteggendone al tempo stesso la salute mentale e relazionale.
Conti: “Invertire la rotta del malessere giovanile”.
“Questo metodo prevede un coinvolgimento diretto delle famiglie, per creare alleanze educative che abbiano come scopo il benessere digitale”, spiega l’assessora Isabella Conti. “Si tratta di alleanze necessarie e non più rinviabili: i numeri sul malessere giovanile legato all’uso dei dispositivi elettronici sono allarmanti. Solo agendo insieme – istituzioni, scuole, educatori, genitori e ragazzi – possiamo costruire una comunità più consapevole e provare a invertire la rotta”.
Un metodo già diffuso in Italia.
Il modello dei Patti digitali è nato nel 2022 da due esperienze pilota – a Gemona del Friuli e Vimercate – e si è rapidamente diffuso in tutta Italia. Oggi coinvolge oltre 160 gruppi di genitori, decine di scuole e numerose amministrazioni locali.
Ogni gruppo definisce regole condivise: l’età per il primo smartphone, gli orari e i luoghi d’uso degli schermi, o le modalità di accesso ai social media. Inoltre, vengono organizzati percorsi formativi per accrescere le competenze digitali di genitori e figli.
Cinque obiettivi per il benessere digitale.
Il progetto regionale si fonda su cinque obiettivi principali: rafforzare la consapevolezza e le competenze digitali delle famiglie, contrastando l’isolamento educativo; sostenere la genitorialità digitale, sia dal punto di vista educativo che tecnico; creare reti territoriali di genitori e comunità di pratiche sul benessere digitale; coinvolgere la comunità educante – pediatri, insegnanti, operatori, associazioni e parrocchie – nel promuovere comportamenti responsabili e inserire l’educazione digitale nell’agenda politica locale, per renderla un tema stabile di programmazione pubblica.
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