Emergenza maltempo al Sud, “Il quadro riportato dai notiziari è solo parziale”.
Le recenti ondate di maltempo che hanno travolto il Sud Italia sono state al centro delle audizioni parlamentari odierne. I rappresentanti di Sicilia e Sardegna hanno delineato un quadro drammatico, fatto di infrastrutture distrutte, comparti produttivi in ginocchio e una geografia costiera profondamente mutata da piogge torrenziali e mareggiate senza precedenti.
Sicilia: “Un evento che riscrive l’economia isolana”.
L’assessore siciliano all’Agricoltura, Luca Sammartino, ha aperto il suo intervento sottolineando come le immagini e le informazioni trasmesse dai media restituiscano solo una visione parziale del disastro. Le coste meridionali, in particolare nelle province di Siracusa, Ragusa, Catania e Messina, sono state devastate da venti ciclonici e mareggiate che hanno letteralmente spazzato via la quasi totalità degli stabilimenti balneari.
Sammartino ha evidenziato danni ingenti sia al patrimonio pubblico che al settore privato, con il comparto agricolo e turistico duramente colpiti. “Siamo di fronte a un evento che cambierà la situazione economica dell’isola per i prossimi anni”, ha dichiarato, chiedendo al Governo nazionale non solo rapidi stanziamenti per i ristori, ma anche deroghe normative speciali, seguendo il modello già adottato in casi di emergenza precedenti, come avvenuto in Emilia-Romagna.
Sardegna: isolamento e danni strutturali.
Per la Sardegna è intervenuta, a nome della Presidente Todde, l’assessora alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Gli eventi meteorologici hanno particolarmente interessato la zona meridionale e orientale dell’isola, dove le esondazioni dei fiumi Tirso e Flumendosa hanno messo a rischio il sistema delle dighe e la tenuta idrica regionale.
Oltre ai danni alle abitazioni e al turismo, con il rischio concreto di compromettere non solo la stagione estiva ma anche quella primaverile, Laconi ha segnalato criticità nella viabilità (primaria e secondaria) e nei servizi essenziali. Particolarmente colpito il comparto ittico, con la distruzione degli allevamenti di ostriche e danni ai porticcioli. Il blocco, nel corso dell’emergenza, dei collegamenti marittimi dal porto di Cagliari ha inoltre accentuato il cronico isolamento della Sardegna dal resto della Penisola.
I numeri provvisori parlano chiaro: la Sardegna stima attualmente danni per oltre 200 milioni di euro. A fronte di uno stanziamento regionale di 15 milioni e di un primo intervento del Governo di 33 milioni, la sfida si sposta ora sulla ricostruzione. L’obiettivo dichiarato è quello di investire nell’autosufficienza delle Isole e della Protezione Civile, e in infrastrutture “migliori e più resistenti”, capaci di reggere all’urto di una crisi climatica ormai sistemica.
Foto di StockSnap da Pixabay.com
