17 Luglio 2026
Europa

Emergenza casa per gli studenti: nell’UE mancano 3 milioni di posti letto

Gli studenti sono tra i soggetti più vulnerabili alla crisi abitativa che attraversa l’Unione Europea. È questa la fotografia scattata da uno studio commissionato dalla Commissione speciale HOUS del Parlamento Europeo, curato da Joris Hoekstra per il Dipartimento Politiche di Trasporti, Occupazione e Affari Sociali della Direzione Generale per la Coesione, l’Agricoltura e le Politiche Sociali (CASP), pubblicato nel giugno 2026.

Costi insostenibili e i giovani restano a casa.

Il quadro che emerge dalla ricerca è tutt’altro che rassicurante. In generale, gli studenti si trovano ad affrontare costi abitativi elevati, forte carenza di alloggi e una crescente insicurezza abitativa. Una conseguenza diretta è che molti giovani scelgono di restare più a lungo nella casa dei genitori, con pendolarismi prolungati, minore indipendenza e scelte di studio condizionate dalla necessità logistica piuttosto che dal merito o dalle proprie aspirazioni.

Chi invece decide di vivere in autonomia non se la passa meglio: in media, il 28% di questi studenti destina oltre il 40% del proprio budget mensile alla casa , una quota ben superiore rispetto al resto della popolazione. Un peso economico che si ripercuote negativamente sul benessere psicologico, sui risultati accademici e sulle possibilità di mobilità degli studenti stessi.

A completare il quadro critico, la ricerca stima una carenza strutturale di alloggi per studenti pari a circa 3 milioni di posti letto in tutta l’Unione, con le situazioni più acute concentrate nelle principali città universitarie. Un deficit che, sottolinea lo studio, indebolisce anche la competitività dei territori coinvolti. Il problema, peraltro, non si esaurisce con la fine degli studi: una volta concluso il percorso formativo, i giovani europei si trovano sempre più dipendenti dal mercato degli affitti privati, faticando ad accedere alla proprietà della casa in tutta l’Unione.

Il Piano Europeo per l’Edilizia Accessibile sotto la lente.

Lo studio nasce come verifica del Piano Europeo per l’Edilizia Accessibile (EAHP) della Commissione, che propone misure mirate come investimenti negli alloggi per studenti, un migliore accesso agli affitti privati e il sostegno a soluzioni innovative e inclusive. La ricerca ha affrontato nodi cruciali come l’edilizia residenziale universitaria appositamente costruita (PBSA), la finanziarizzazione del settore, l’accesso al mercato degli affitti e le innovazioni abitative nei diversi Stati membri.

Lo studio si conclude con sei linee d’azione rivolte ai decisori politici, sia a livello europeo che nazionale , proposte che, tuttavia, lasciano trasparire altrettante criticità del sistema attuale.

La prima riguarda la carenza di dati: la ricerca sugli alloggi per studenti nell’UE risulta frammentata e incompleta, senza dati comparabili a livello europeo e con significative lacune conoscitive , in particolare sull’edilizia per gli studenti della formazione professionale, mentre la ricerca accessibile proveniente dai Paesi dell’Europa centrale e orientale resta limitata. Tra le soluzioni proposte, un sistema di monitoraggio EU-wide gestito da Eurostat e un coordinamento della raccolta dati attraverso la costituenda European Housing Alliance.

Il secondo punto chiede che gli studenti vengano trattati come gruppo prioritario nelle politiche abitative, sia europee che nazionali, con un sostegno pubblico rafforzato per l’edilizia studentesca , in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione studentesca.

Il terzo nodo riguarda la mobilitazione di investimenti per un’edilizia universitaria dignitosa, accessibile e sostenibile: la PBSA (Purpose-Built Student Accommodation) andrebbe riconosciuta sia come infrastruttura sociale sia come investimento sostenibile, ma resta in forte carenza di offerta. Tra gli strumenti suggeriti, fondi europei come ERDF, ESF+, i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza e la Piattaforma Pan-Europea per gli Investimenti, oltre a un ipotetico Fondo Intergenerazionale per l’Edilizia Studentesca capace di attingere ai risparmi privati.

Il quarto punto invita a sbloccare il patrimonio abitativo esistente, promuovendo la condivisione degli alloggi, la convivenza intergenerazionale e la mobilitazione delle case sfitte attraverso incentivi e garanzie , un’indicazione che segnala implicitamente quanto il patrimonio immobiliare disponibile resti oggi sottoutilizzato rispetto al fabbisogno reale.

Il quinto nodo è tra i più delicati: depositi cauzionali elevati e comportamento avverso al rischio da parte dei proprietari rappresentano barriere significative per l’ingresso degli studenti nel mercato degli affitti. Lo studio guarda con interesse al futuro EU Affordable Housing Act, che potrebbe migliorare l’accessibilità economica degli affitti brevi regolando le pressioni di mercato nelle città ad alta domanda , pur avvertendo che l’interconnessione tra affitti brevi turistici e alloggi studenteschi andrà attentamente monitorata, così come l’impatto delle relative normative. Tra le proposte, uno schema di garanzia a livello UE per i locatori ispirato al modello francese Visale.

Il sesto e ultimo punto riguarda l’innovazione tecnica e sociale: l’edilizia studentesca dovrebbe essere pienamente integrata nella Strategia Europea per le Costruzioni Abitative e nelle iniziative UE a sostegno dell’innovazione, coinvolgendo attivamente gli stessi studenti nella progettazione e nella sperimentazione di nuove soluzioni abitative.

Un problema sistemico più che episodico.

Nel complesso, lo studio restituisce l’immagine di una crisi abitativa studentesca strutturale piuttosto che congiunturale, aggravata da una carenza cronica di dati affidabili, da un mercato degli affitti privati poco accessibile ai giovani e da un’offerta di alloggi dedicati che non riesce a tenere il passo con la domanda, soprattutto nelle grandi città universitarie, dove il fenomeno rischia di compromettere non solo il benessere dei singoli studenti, ma anche l’attrattività e la competitività dei sistemi universitari europei nel loro complesso.