7 Ottobre 2026
EuropaPolitica

Elezioni Ucraina. Zelenskyy presidente illegittimo dal 24 maggio 2024, ma al 59% degli ucraini sta bene così.

Secondo un sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev (KIIS), la maggioranza degli ucraini ritiene che le elezioni nazionali dovrebbero svolgersi solo dopo la conclusione di un accordo di pace e la fine del conflitto in corso. Dunque, se i dati dovessero essere confermati da un campione più ampio, alla maggioranza dei cittadini ucraina, importa poco se al governo della nazione c’è un presidente con un mandato popolare scaduto lo scorso 24 maggio 2024 e che una delle parti in causa, la Federazione Russa, ha più volte contestato l’opportunità di avviare negoziati con un interlocutore privo di autorevolezza democratica.

Per il 59% degli ucraini, secondo il sondaggio di KIIS, le elezioni sono possibili esclusivamente dopo la fine della guerra. Una percentuale, però, in lieve calo rispetto a settembre 2025, quando raggiungeva il 63%.

Dai dati, provenienti da un campione di 1001 elettori ucraini, ancora, emerge che solo il 10% degli intervistati è favorevole allo svolgimento delle elezioni prima di un cessate il fuoco. Il 23% sostiene invece che le votazioni potrebbero tenersi dopo l’avvio di una tregua e l’ottenimento di adeguate garanzie di sicurezza: una quota in crescita rispetto a un anno fa, quando si attestava al 9%, secondo il KIIS.

Secondo il sondaggio, inoltre, il 42% degli ucraini ritiene che lo Stato si stia muovendo verso la democrazia, mentre per il 34% degli intervistati il Paese sta orientandosi verso l’autoritarismo. In particolare, anche tra i critici che vedono tendenze autoritarie, quasi la metà (46%) si opporrà ancora alle elezioni fino alla fine della guerra.

La valutazione della lotta alla corruzione rimane stabile. La maggioranza della popolazione (57%) vede sviluppi positivi e tentativi concreti di sradicare gli abusi. Allo stesso tempo, il numero di coloro che considerano l’Ucraina “irrimediabilmente corrotta” è diminuito dal 40% al 35%. Un dato che dovrebbe far dubitare circa la correttezza e l’imparzialità del sondaggio o, peggio, della capacità critica dei cittadini ucraini, alla luce non solo del tentativo (fallito) del presidente Zelenskyy di liquidare le due principali agenzie anticorruzione del Paese (le stesse che hanno fatto esplodere i recenti casi di corruzione in Ucraina) ma anche della diffusione endemica del fenomeno tra le alte sfere del governo.

Un tema elettorale tornato al centro del dibattito politico nelle ultime settimane. Il 22 dicembre, il capogruppo del partito di maggioranza “Servitore del Popolo”, David Arakhamia, ha annunciato la creazione, all’interno della Verkhovna Rada, di un gruppo di lavoro incaricato di affrontare “in tempi rapidi” la questione di eventuali elezioni presidenziali durante la legge marziale.

Il giorno successivo, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina potrebbe indire un referendum sull’accordo di pace in 20 punti, eventualmente in concomitanza con le elezioni. Il 26 dicembre si è svolta la prima riunione del gruppo di lavoro, che ha avviato l’elaborazione di una bozza di legge per regolamentare lo svolgimento delle elezioni in tempo di guerra. Secondo Arakhamia, il testo dovrebbe essere pronto entro la fine di febbraio.

foto di Ulrike Leone da Pixabay.com