Elezioni Quartu 2026: una campagna elettorale a dir poco “sfigata”
A Quartu Sant’Elena si vota, ma qualcuno non sembra essersene accorto. La campagna elettorale del 2026 si consuma finora in una gara silenziosa: da una parte un candidato che offre caffè al posto di programmi, dall’altra un centrosinistra “così nervoso” da litigare sui loghi invece di presentare alternative. Nel mezzo, i cittadini. La cosiddetta massa di “alfabeti critici” (così la vede la politica visto il tenore) costretti a dover votare tra la continuità che ha mantenuto le buche in città e il “nuovo che avanza” incapace di andare oltre i reels e gli inviti al bar.
Oggi, nella speranza di rompere il silenzio e ricordare a qualcuno della propria candidatura, Marco Porcu, candidato sindaco della coalizione di centrodestra a Quartu Sant’Elena, con una nota stampa è tornato a far parlare della politica quartese. Non per parlare di trasporti, urbanistica o politiche sociali, sarebbe troppo banale, ma per chiarire una questione urgentissima: la riconoscibilità del contrassegno della Lega. Me coj***!
Il candidato del “partito di Giorgia”, ex assesore regionale, avvocato e dirigente del partito, lo stesso che durante la campagna ha invitato i quartesi a “fermarlo per strada o venire a prendere un caffè al bar ” per parlare dei problemi della città, si appresta, forse, a confermare il programma elettorale più scarno della storia repubblicana e qualche polemichetta pre voto. Nulla di più.
“Capisco il nervosismo del centrosinistra”, ha esordito Porcu con la magnanimità di chi sa di avere in mano argomenti solidi. “Non mi stupisce il tentativo di un movimento politico di farsi conoscere attivando qualche polemica rispetto al contrassegno prescelto dalla Lega. E capisco anche la preoccupazione di alcuni di non riuscire a raggiungere la soglia utile per eleggere il proprio consigliere, ma, devo ammettere, che non siamo riusciti a stare dietro ai tanti slogan comuni utilizzati per cambiare i nomi ai partiti di centrosinistra al fine di mascherarli in una coalizione civica”. Che si tratti dei tanti Francesco Piludu, ex sfidante dello stesso Milia, presenti nelle “liste civiche di Quartu?”. Non è dato saperlo ma, pensando a questi nomi, l’idea che qualcuno abbia poco rispetto per l’intelligenza dell’elettore medio è a dir poco pervasiva.
“Non sono affezionato ai nomi, ma alle idee e alla coerenza si: il contrassegno della Lega è ben riconoscibile e mi pare strano che quel movimento civico si senta confondibile con il nostro alleato – ha aggiunto Porcu -. non sapevo Nvessero abbracciato nell’ultimo tempo le idee della Lega, tanto da considerarsi fungibili. Concludo dicendo che sarebbe bello che anche il centrosinistra conducesse la sua campagna sui temi, perché, almeno noi, su questo livello di polemica non intendiamo scendere”.
Uscite stampa che rimarcano l’incapacità dei cosiddetti giovani di fare campagna sui temi (che manco conoscono visto il leit motiv delle prime uscite).
Resta aperta, nel contempo, una domand: in Fratelli d’Italia, partito che guaida il governo nazionale, non è stato possibile trovare a livello locale qualche stratega capace di suggerire, che so, un’idea? Una visione per Quartu? Un piano? Qualcosa che vada oltre l’invito alla consumazione al bancone?
Un’assenza che potrebbe essere giustificata dall’imbarazzo – che dovrebbe serpeggiare tra le file di FdI Sardegna – per la deludente esperienza di Paolo Truzzu a Cagliari: un’amministrazione che, ad esempio, non è riuscita nemmeno a sistemare il manto stradale di via Sant’Avendrace in 5 anni di mandato.
