Elezioni in Russia, Josep Borrell: “Gravi violazioni”.

La Federazione Russa esce dalle elezioni parlamentari del 17-19 settembre registrando il ‘nuovo’ successo del partito ‘Russia Unita’ di Vladimir Putin con quasi il 50% dei voti. Un exploit, in poche parole, che permetterà allo ‘zar’ di Russia di riprendersi la Duma di Stato (mantenendone il controllo dei due terzi) e assicurandosi, di fatto, la guida del Paese.

Elezioni (svoltesi senza il monitoraggio degli osservatori internazionali dell’Osce), capaci di riproporre il leit motiv osservato negli ultimi 20 anni in Russia, confermando, peraltro, il già scarso ‘dinamismo’ in termini di alternanza nella Federazione, con l’opposizione – capitanata dal Partito Comunista della Federazione Russa di Gennadij Zjuganov (al 20%) e dal Partito Liberal-Democratico di Russia (fermo al 7,5%) – impegnata nel solito ruolino di sparring partner alle prese con la denuncia di brogli elettorali e, cosa più superflua visti i risultati diplomatici, dell’ennesima denuncia dell’Alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell, che ha parlato di ‘gravi violazioni’ rilevate da ‘fonti indipendenti e affidabili’.

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“L’Unione europea – ha dichiarato l’Alto rappresentante – si rammarica della decisione della Russia di limitare severamente la partecipazione degli osservatori dell’OSCE alle elezioni parlamentari. Nel periodo che ha preceduto le elezioni – prosegue Borrell – c’è stata una maggiore repressione nei confronti dei politici dell’opposizione, delle organizzazioni della società civile e dei media indipendenti, nonché dei giornalisti. Ciò ha comportato la limitazione della scelta per gli elettori russi e la loro capacità di ottenere informazioni complete e accurate sui candidati. L’UE ribadisce la sua profonda preoccupazione per il modello continuo di riduzione dello spazio per l’opposizione, la società civile e le voci indipendenti in tutta la Russia e chiede il rispetto degli impegni assunti nell’ambito dell’ONU, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa in materia di tutela dei diritti umani e dei valori democratici”.

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A nome dell’UE, infine, l’Alto rappresentante ha confermato che non sarà riconosciuto l’esito del voto delle elezioni di settembre nei territori ucraini occupati dalla Russia: ” La decisione della Federazione Russa di coinvolgere nella Duma di Stato, nelle elezioni regionali e locali i residenti dei territori non controllati dal governo delle regioni di Donetsk e Luhansk in Ucraina è contraria allo spirito e agli obiettivi degli accordi di Minsk. L’UE rimane ferma nel suo sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina”.

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