17 Luglio 2026
Europa

Elettrificazione europea in frenata: allarme dal Parlamento Ue, la Commissione risponde con un piano d’azione

L’Europa rallenta sulla strada dell’elettrificazione e qualcuno, a Strasburgo, inizia ad alzare la voce. Thomas Pellerin-Carlin, europarlamentare del gruppo Socialisti e Democratici, ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea denunciando come, a partire dal 2024, le modifiche al quadro normativo comunitario stiano minando la capacità dell’Ue di raggiungere i propri obiettivi climatici per il 2030 e il 2050.

Il caso più emblematico riguarda l’allentamento delle misure sul divieto di vendita di nuovi veicoli a motore termico. Una scelta che ha avuto effetti a cascata: la rete francese di trasmissione elettrica, ad esempio, ha già rivisto al ribasso le proprie previsioni di domanda di energia. E quando cala la domanda attesa di elettricità, a soffrirne è l’intero comparto delle rinnovabili, fotovoltaico in testa.

“L’Ue aveva raggiunto il target del 20% di energia rinnovabile entro il 2020 grazie a un quadro regolatorio chiaro e stabile nel tempo”, ricorda Pellerin-Carlin nell’interrogazione. “Oggi quel quadro viene eroso, e con esso la fiducia degli investitori nei settori strategici della transizione”.

La risposta della Commissione: AccelerateEU e Piano Elettrificazione.

La replica è arrivata a firma del commissario Jørgensen. Il 22 aprile 2026 la Commissione ha adottato AccelerateEU, un pacchetto di misure strutturali pensato per ridurre la dipendenza dai mercati fossili volatili , infiammati dalla crisi in Medio Oriente , e costruire una resilienza energetica europea basata sull’energia pulita prodotta in casa.

I numeri, a detta di Bruxelles, sono incoraggianti: nel 2024 il 71% dell’elettricità generata nell’Ue proveniva già da fonti pulite. Il problema, però, è che l’elettricità copre ancora meno di un quarto dei consumi energetici finali del continente. Un gap enorme, che rende urgente accelerare proprio sull’elettrificazione.

Per questo la Commissione ha annunciato un Piano d’azione per l’elettrificazione, che includerà un obiettivo ambizioso e misure specifiche per i settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia. Sul fronte automotive, il Pacchetto Auto adottato a dicembre 2025 aggiorna gli standard di CO₂ per auto e furgoni puntando su una maggiore neutralità tecnologica, pur mantenendo , assicura Bruxelles , “un segnale di mercato chiaro a favore dell’elettrificazione”.

Luci e ombre.

Resta però il nodo di fondo sollevato dall’interrogazione: gli aggiustamenti normativi degli ultimi due anni hanno generato incertezza. E l’incertezza, nei settori ad alta intensità di capitale come le rinnovabili, si traduce in investimenti rinviati o cancellati. Con oltre 8 milioni di veicoli elettrici a batteria circolanti sulle strade europee, la transizione è in moto , ma il rischio che perda slancio proprio nella fase decisiva è reale.

La posta in gioco non è solo ambientale: è industriale, occupazionale e geopolitica. Un’Europa che rallenta sull’elettrificazione è un’Europa più dipendente dai combustibili fossili importati e meno competitiva nella corsa globale alle tecnologie pulite.

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