EDMO, l’UE chiarisce: “Osservatorio indipendente, non è un organismo comunitario”.
L’Unione europea interviene per chiarire il ruolo e l’autonomia dell’European Digital Media Observatory (EDMO) dopo la pubblicazione del rapporto sullo stato di attuazione del Codice di buone pratiche sulla disinformazione per il primo semestre 2024.
L’osservatorio, creato nel giugno 2020 con fondi UE, ha criticato le grandi piattaforme digitali per l’insufficiente impegno nella lotta alle fake news, raccomandando – come in passato – un maggiore ricorso al fact-checking.
Alcuni eurodeputati del gruppo Patrioti per l’Europa (PfE) – Catherine Griset, Pierre Pimpie, André Rougé, Gilles Pennelle e Fabrice Leggeri – hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere quali garanzie esistano sulla neutralità dei membri di EDMO e quale sia stato il budget complessivo destinato all’osservatorio negli ultimi tre anni.
Nella risposta ufficiale, la vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen ha precisato che EDMO “non è un organo dell’UE, ma una comunità multidisciplinare indipendente”, composta da fact-checker, ricercatori, esperti di media literacy e organizzazioni mediatiche di tutta l’Unione.
La governance di EDMO – ha sottolineato la Commissione – prevede un coordinamento centrale e 15 hub regionali selezionati tramite bandi competitivi e valutati da esperti indipendenti. Gli operatori devono rispettare i più alti standard etici e professionali, garantendo l’indipendenza editoriale delle verifiche.
Sul fronte finanziario, la Commissione ha reso noto che negli ultimi tre anni ha pubblicato bandi per un totale di 22 milioni di euro a sostegno delle attività dell’osservatorio, nell’ambito del programma Digital Europe.
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