EDIP, il nuovo programma entra nella fase finale. 1,5 miliardi per rafforzare capacità produttive, filiere e cooperazione militare.
L’Unione europea si prepara a varare il Programma europeo per l’industria della difesa (EDIP), lo strumento destinato a potenziare capacità produttive, prontezza industriale e cooperazione militare in un contesto di crescente instabilità geopolitica. Dopo mesi di negoziati, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto a metà ottobre un accordo provvisorio, che ora attende la conferma formale dell’Aula nel corso della sessione plenaria di novembre.
Una risposta strategica alle nuove sfide internazionali?
La Commissione europea aveva presentato la proposta di regolamento il 5 marzo 2024, con l’obiettivo dichiarato di rendere il settore della difesa europeo più competitivo, resiliente e capace di rispondere rapidamente alle emergenze. Il nuovo programma si basa sulle iniziative già avviate dall’UE negli ultimi anni, ampliandole e integrandole con un finanziamento complessivo di 1,5 miliardi di euro per il periodo 2025-2027.
Il regolamento – suggerisce un recente lavoro di indagine di Sebastian Clapp – punta a sostenere una capacità industriale di produzione “aumentata e sostenuta”, a rafforzare le filiere strategiche e a introdurre nuovi strumenti di cooperazione. Tra questi, spicca la creazione del SEAP, una struttura legale volontaria per coordinare i programmi europei di armamento, oltre a un meccanismo europeo di vendite militari e a un quadro per promuovere i progetti di difesa di interesse comune.
L’accordo provvisorio: restrizioni sulle componenti extra-UE e sostegno all’Ucraina.
L’intesa politica raggiunta il 16 ottobre 2025 conferma il budget da 1,5 miliardi, al cui interno è previsto anche un Ukraine Support Instrument da 300 milioni. L’accordo introduce limiti rigorosi alle componenti provenienti da Paesi esterni all’UE e allo Spazio economico europeo, che non potranno superare il 35% del valore totale della produzione. Saranno inoltre esclusi fornitori considerati potenzialmente rischiosi per la sicurezza dell’Unione.
Il pacchetto prevede il rafforzamento della resilienza delle catene di approvvigionamento europee, il supporto a capacità industriali strategiche e la messa a punto del nuovo catalogo comune dei prodotti della difesa, pensato per facilitare le vendite militari tra Stati membri. L’accordo è già stato approvato sia dalle commissioni parlamentari competenti sia dal Coreper.
La posizione del Parlamento: serve più coordinamento.
Nel voto del 24 aprile 2025, le commissioni parlamentari per Sicurezza e difesa (SEDE) e per Industria, ricerca ed energia (ITRE) avevano espresso sostegno al progetto, pur chiedendo misure più ambiziose. In particolare, gli eurodeputati hanno sollecitato contributi finanziari nazionali più elevati, una maggiore integrazione nelle procedure di appalto congiunto e un coordinamento più stretto della produzione per aumentare capacità, scorte e tempi di risposta.
Il Parlamento aveva inoltre sostenuto l’introduzione di una regola del 70% di contenuto UE nei progetti finanziati, insieme a un criterio minimo di partecipazione di almeno sei Stati membri (ridotti a quattro in caso di minacce dirette alla sicurezza). Centrale, infine, il sostegno finanziario all’Ucraina, confermato nella versione finale dell’accordo.
Con il voto in plenaria ormai imminente, l’EDIP si appresta a diventare uno dei pilastri della nuova architettura industriale europea della difesa.
foto Army Sgt. 1st Class Theresa Gualdarama, National Guard
