7 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Edilizia, si va verso la stretta ideologica del Consiglio regionale sul “Salva Casa”.

La Quarta Commissione consiliare si riunirà martedì 27 maggio alle ore 16:00 per l’approvazione finale del Disegno di Legge 83, che punta a riordinare e armonizzare la normativa edilizia e urbanistica regionale con le disposizioni del decreto “Salva Casa” (DL 69/2024, convertito nella Legge 105/2024). Tuttavia, la discussione è già segnata da tensioni politiche e polemiche legate a limiti imposti, a partire dalle altezze per l’agibilità, che rischiano di creare non pochi problemi per migliaia di piccoli proprietari di immobili nell’Isola.

La versione finale del provvedimento sarà più restrittiva rispetto al dettato nazionale, soprattutto su alcuni aspetti chiave come le tolleranze costruttive, i cambi di destinazione d’uso e le sanatorie per difformità minori. Una stretta, quella voluta da esponenti del centrosinistra in Commissione, che non nasce da ragioni tecniche, ma da una contrarietà ideologica al decreto nazionale promosso dal Governo, accusato da alcune forze progressiste (facile pontificarre quando si ricevono buste paga da 7mila euro netti) di incentivare “condoni mascherati”.

A pagare il prezzo di questo irrigidimento non saranno i grandi speculatori edilizi – per quelli ci saranno sempre soluzioni -, bensì famiglie, pensionati e piccoli proprietari che si troveranno a dover affrontare ostacoli burocratici e spese aggiuntive per regolarizzare minime difformità edilizie, spesso frutto di vecchie pratiche non aggiornate o di interventi privi di impatto urbanistico reale.

Il testo all’ordine del giorno della Quarta Commissione potrebbe passare poi in Consiglio regionale con l’arrivo del parere del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali). Ma intanto si alza la voce del malcontento, anche tra gli amministratori locali, che temono una valanga di contenziosi e un aumento dell’abusivismo di necessità, proprio per l’impossibilità di rientrare nei criteri ristretti voluti dalla Regione.

Se da un lato l’intento dichiarato è quello di “preservare il territorio da nuove forme di sanatoria allargata”, dall’altro il rischio concreto è quello di colpire chi ha una casa con irregolarità, o chi ha effettuato modifiche interne non strutturali con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni abitative.

Una partita, dunque, molto ideologica e poco tecnica che avrà ricadute importanti a sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini sardi.